
Castelfranco di Sotto · Cura della parodontite
4 segnali che distinguono parodontite e gengivite




La risposta breve
Cos'è la parodontite, in cosa è diversa dalla gengivite e cosa la causa: te lo spiego dal mio studio di Castelfranco di Sotto.
- Chi risponde
- Dott.ssa Valentina Sibillotte, odontoiatra dello studio di Castelfranco di Sotto
- Per chi
- Chi si cura a Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 7 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
La parodontite è l'infiammazione che dalla gengiva è scesa all'osso che tiene il dente. La gengivite si ferma sopra e torna indietro tutta; la parodontite no, perché lascia un danno che resta. La causa è sempre il batterio della placca che rimane dove lo spazzolino non arriva, su un terreno che fumo, diabete e familiarità rendono più fragile.
Sono la Dott.ssa Valentina Sibillotte e in Via Posarelli, a Castelfranco di Sotto, mi occupo di parodontologia.
Cos'è la parodontite, in parole semplici?
È una malattia infiammatoria che consuma l'attacco fra il dente e l'osso che lo sostiene.
Il dente non è piantato come un chiodo nel muro. Fra radice e osso c'è un legamento, e intorno al collo del dente la gengiva fa da sigillo. Quel sigillo è il punto debole.
Se i batteri della placca restano lì a lungo, il corpo risponde con l'infiammazione. Un'infiammazione che dura mesi, o anni, consuma prima il legamento e poi l'osso.
Il resto viene da sé. Il dente perde appoggio, comincia a muoversi, si sposta, e alla fine non regge più il morso. Per questo la cura della parodontite parte da una misura, non da un'impressione allo specchio.
In cosa è diversa dalla gengivite?
La gengivite sta sopra la gengiva, la parodontite è già scesa sotto: cambia la profondità, non il colore.
Sono gli stessi batteri e lo stesso rossore. Il paziente vede la stessa cosa: gengive gonfie che sanguinano. Il confine lo decide il millimetro.
- La gengivite. Gengiva rossa, gonfia, che sanguina col filo. L'osso è intatto. Con una seduta di igiene e due settimane di pulizia fatta bene a casa rientra del tutto.
- La parodontite. Il solco fra dente e gengiva si è approfondito in tasca: la sonda entra 5, 6, anche 8 millimetri. L'osso che è andato non ricresce.
- Il confine. Non si vede, si misura: sonda in sei punti per dente più le radiografie.
- La convivenza. Nella stessa bocca si può avere gengivite davanti e parodontite su due molari. Succede spesso.
Detta così sembra una sfumatura. Non lo è: una è reversibile, l'altra si tiene sotto controllo per anni.
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Cosa causa la parodontite?
La causa prima è il biofilm batterico che resta sotto il bordo della gengiva; tutto il resto decide quanto danno fa.
Senza placca non c'è parodontite. Ma la stessa placca, in due bocche diverse, scrive due storie diverse.
- Il tartaro. La placca che non viene rimossa si calcifica: diventa ruvida e trattiene altra placca, più in profondità, dove lo spazzolino non entra più.
- Il fumo. Riduce il sangue nella gengiva. Sanguina meno, quindi ti allarmi meno, mentre l'osso continua ad andarsene.
- Il diabete non compensato. Glicemia alta e infiammazione gengivale si alimentano a vicenda, in entrambe le direzioni.
- La familiarità. Se in famiglia qualcuno ha perso i denti presto, la tua risposta infiammatoria può somigliare alla sua.
- I denti affollati. Creano zone che il filo non raggiunge; a volte rimettere i denti in fila fa parte della cura parodontale, non dell'estetica.
- La vita a turni. Chi rientra tardi salta il filo, non lo spazzolino. È il filo che manca di più.
Perché chi ce l'ha se ne accorge tardi?
Perché la parodontite quasi non fa male: avvisa con segnali piccoli, che sembrano normali.
Il mal di denti porta la gente dal dentista. Il sanguinamento no: viene scambiato per una spazzolata troppo energica.
- Sangue col filo. Il segnale più precoce, e il più ignorato.
- Alito pesante al mattino, che non va via con il collutorio.
- Gengive che si ritirano: i denti sembrano più lunghi e diventano sensibili al freddo.
- Spazi nuovi fra gli incisivi, in una bocca che prima era chiusa.
- Un dente che si muove. È un segnale avanzato, e va valutato in visita.

Quando non serve parlare di parodontite?
Nella maggior parte dei casi non serve: una gengiva che sanguina da una settimana è quasi sempre gengivite, e si risolve con una seduta di igiene e il filo usato bene.
La strada più semplice viene prima. Prima di pensare a tasche profonde e a levigatura delle radici, si controlla l'ovvio: un'igiene professionale, lo scovolino della misura giusta, un'otturazione vecchia che trattiene placca.
Nei bambini e negli adolescenti, poi, le gengive gonfie quasi mai sono parodontite: sono igiene difficile, apparecchio, ormoni. Si risolvono alle visite dei bambini, non in chirurgia.
E se un dente è già perduto? Anche lì non si corre. Gli impianti dentali si valutano dopo che l'infiammazione è spenta, mai sopra una bocca ancora infiammata.
Succede anche a Castelfranco di Sotto?
Sì, ed è una delle cose che vedo più spesso nelle bocche dopo i quarant'anni.
Lo studio è in Via Posarelli 9, sulla direttrice della Tosco-Romagnola, con il parcheggio davanti alla porta: chi lavora nelle concerie del Comprensorio del Cuoio entra prima o dopo il turno senza girare per cercare posto.
Arrivano da Santa Croce sull'Arno, 5 km lungo l'Arno, da Santa Maria a Monte a 7 km, da San Miniato e Ponte a Egola a 10 km, e dalle frazioni — Orentano, Villa Campanile, Galleno, Staffoli. Da Montopoli e da Bientina si passa dall'uscita Santa Croce della FI-PI-LI.
Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13: per molti il sabato mattina è l'unica finestra possibile. Indirizzo, mappa e orari stanno nella pagina dello studio di Castelfranco di Sotto.
Come si capisce con certezza quale delle due è?
Con la sonda parodontale e con le radiografie: nessun collutorio e nessun sintomo lo dicono al posto loro.
In visita passo la sonda nel solco intorno a ogni dente e segno le profondità su una mappa. Fino a 3 millimetri è un solco sano. Oltre, è una tasca.
Le radiografie fanno il resto: mostrano il livello dell'osso, che è l'unica cosa che davvero separa la gengivite dalla parodontite. Da quei due dati nasce il piano, non prima.
Il primo passo è una visita in cui misuriamo le gengive dente per dente e capiamo se stiamo parlando di un'infiammazione che rientra o di un osso che si è già ritirato: chiama lo 0571 1900049 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/castelfranco. Parlarne non ti impegna a iniziare nulla.
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Cura della parodontite a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Castelfranco di Sotto
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: 4 segnali che distinguono parodontite e gengivite
1. La gengivite diventa sempre parodontite?
2. L'osso perso con la parodontite si può recuperare?
3. Se non mi sanguinano le gengive posso stare tranquillo?
4. Il collutorio può curare la parodontite?
5. Ogni quanto devo controllare le gengive se ho avuto una parodontite?
6. È contagiosa in famiglia?
Cosa dicono i pazienti
Professionalità,pulizia,gentilezza,cura del paziente e simpatia io ci ho portato tutta la famiglia per grandi e piccini!!!
Vengo puntualmente dal dt. Palla, si sono sempre dinoatrati disponibili in ogni occasione di necessità. Mi sono tornato molto bene anche per la parte di igiene orale. Consigliato.
Veri professionisti. Sia il Dottor Palla che l'igienista e tutto lo staff.
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