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Sbiancamento dei denti a Castelfranco di Sotto




Parlarci non ti impegna. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.

Scritto e revisionato da Dott.ssa Valentina Sibillotte, Odontoiatra · Aggiornato il 9 settembre 2026 · Lettura: 5 min
In sintesi
Questa pagina spiega lo sbiancamento dei denti a Castelfranco di Sotto: le due modalità, alla poltrona e domiciliare con mascherine su misura, cosa schiarisce e cosa non cambia colore, perché prima serve la pulizia dei denti, la sensibilità temporanea, quanto dura il risultato e cosa evitare nei giorni successivi.
Chi cerca uno sbiancamento denti a Castelfranco di Sotto di solito vuole una cosa precisa: un colore più chiaro senza limare, senza incollare nulla, senza cambiare la forma dei denti. È una richiesta ragionevole, e per molte bocche è anche la risposta giusta. Prima di iniziare, però, vale la pena sapere cosa lo sbiancamento cambia, cosa lascia com'è e in quali condizioni conviene rimandarlo.
Questa è la pagina di approfondimento della sezione estetica dentale dello studio di Via Giuseppe Posarelli 9: qui c'è quello che riguarda lo sbiancamento professionale, alla poltrona e a casa, con le condizioni in cui si fa e quelle in cui si sceglie altro.
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Come funziona lo sbiancamento dei denti professionale?
Un gel a base di perossido, applicato sui denti per un tempo controllato, scompone i pigmenti depositati nello smalto e nella dentina e rende il colore più chiaro.
La differenza rispetto ai prodotti da banco non sta nel principio, che è lo stesso, ma nella concentrazione, nella protezione delle gengive e nel fatto che qualcuno ha guardato la bocca prima.
Un gel professionale su una carie aperta o su una gengiva infiammata fa male; per questo lo sbiancamento in studio inizia sempre con una visita.
In Via Posarelli si fanno entrambe le modalità, e spesso si combinano: la seduta alla poltrona dà il primo salto di colore, le mascherine a casa lo completano e servono per i richiami negli anni successivi.
- Alla poltrona. Gengive protette con una barriera, gel a concentrazione più alta applicato in più passaggi in una seduta di circa un'ora.
- Domiciliare con mascherine. Mascherine costruite sull'impronta digitale presa in studio, gel a concentrazione più bassa, portate per alcune ore al giorno o la notte per un paio di settimane, con controllo in studio.
- Combinato. Seduta in studio e poi mascherine a casa, quando il colore di partenza è più scuro o si vuole un risultato più stabile.

Cosa schiarisce lo sbiancamento e cosa non cambia colore?
Schiarisce lo smalto naturale; non cambia il colore di otturazioni, corone, faccette e ricostruzioni in composito, che restano esattamente come sono.
È la cosa da sapere prima di iniziare, perché ha una conseguenza pratica: se sugli incisivi c'è un'otturazione in composito, dopo lo sbiancamento potrebbe risultare più scura dei denti intorno e andare rifatta nel colore nuovo. Si valuta in visita, guardando dente per dente, e si scrive nel preventivo prima di partire.
Anche il tipo di colorazione conta. Le tinte gialle e brune da caffè, tè, fumo ed età rispondono bene; le tinte grigie, le macchie da tetracicline prese da bambini e la fluorosi rispondono meno e in modo meno prevedibile.
Un singolo dente scuro dopo una devitalizzazione è un caso a parte: si tratta dall'interno del dente, non con le mascherine.


Sbiancamento dei denti a Castelfranco di Sotto
Dal 2019 in Via Posarelli · 5,0 su 5 con 68 recensioni Google
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Perché prima dello sbiancamento serve la pulizia dei denti?
Perché il gel agisce sullo smalto, non sul tartaro e sulla placca che lo coprono: su un dente non pulito il risultato è a chiazze e le gengive infiammate bruciano.
La pulizia dei denti toglie le macchie superficiali e il tartaro, e permette di vedere il colore vero di partenza. Capita che dopo l'igiene la persona riconosca il colore che cercava e rimandi lo sbiancamento: è un esito che consideriamo buono, perché non si è toccato nulla.
Nella stessa seduta si controllano carie, otturazioni infiltrate e stato delle gengive. Se c'è qualcosa da curare, si cura prima; lo sbiancamento aspetta.

Lo sbiancamento fa male ai denti o rovina lo smalto?
Fatto con prodotti professionali e sotto controllo, non danneggia lo smalto; può dare una sensibilità al freddo temporanea, che di norma passa entro pochi giorni.
La sensibilità è l'effetto più comune e va detto prima, non dopo. Si gestisce con un gel desensibilizzante applicato in studio o nelle mascherine, con pause fra le applicazioni e, per chi parte già sensibile, con una concentrazione più bassa e tempi più lunghi.
Chi ha già i denti sensibili lo dice in visita: cambia il protocollo, non l'esito.
Le gengive, se non protette, possono sbiancarsi per qualche ora nel punto di contatto con il gel: è transitorio, ma è il motivo per cui alla poltrona si usa la barriera e a casa le mascherine sono tagliate al margine del dente.

Quanto dura lo sbiancamento e cosa evitare dopo?
Il colore ottenuto si mantiene da uno a più anni, secondo caffè, tè, vino rosso e fumo; nelle quarantotto ore successive si evitano cibi e bevande che colorano.
Subito dopo il trattamento lo smalto è più poroso e assorbe i pigmenti con facilità: per due giorni si tengono lontani caffè, tè, vino rosso, sugo di pomodoro, curcuma, liquirizia e fumo. Poi si torna alle abitudini di sempre, sapendo che sono quelle che decidono la durata.
Chi ha le mascherine può fare un richiamo di qualche giorno quando il colore tende a tornare indietro, senza rifare tutto. Il richiamo si concorda in studio, non a occhio, perché anche il gel domiciliare va usato con misura.
Sbiancamento dei denti a Castelfranco di Sotto: chi lo chiede e cosa gli diciamo
In Via Posarelli la richiesta arriva spesso da chi lavora a contatto con il pubblico, nei calzaturifici, nelle concerie, nei bar e nei negozi di Castelfranco e dei comuni vicini, e ha una data davanti: un matrimonio, un colloquio, una stagione che inizia.
La prima cosa che diciamo è di non arrivare la settimana prima, perché fra visita, igiene e sbiancamento servono alcune settimane, e perché una gengiva infiammata scoperta all'ultimo fa saltare tutto.
La seconda richiesta viene da chi fuma o beve molto caffè e trova i denti «ingialliti». In una parte dei casi, dopo la pulizia, il colore che cercava è già lì.
Chi arriva da San Miniato, Santa Croce, Montopoli o dalla montagna sceglie più spesso la modalità domiciliare: impronta digitale e consegna delle mascherine in una sola visita, controllo alla fine, e nessun viaggio in più per le sedute.
Quando lo sbiancamento dei denti non è la scelta giusta?
Chi dice quando lo sbiancamento non conviene è credibile quando dice che conviene. Sono queste le situazioni.
- Carie aperte o otturazioni infiltrate. Il gel raggiunge la dentina e fa male: prima si cura, poi si sbianca.
- Gengive infiammate o che sanguinano. Prima l'igiene e, se serve, la cura delle gengive; lo sbiancamento aspetta che il tessuto sia sano.
- Gravidanza e allattamento. Per prudenza si rimanda: non c'è urgenza che giustifichi il perossido in questi mesi.
- Minori. Sotto i diciotto anni smalto e polpa sono ancora in maturazione; si aspetta.
- Il problema è la forma, o un'otturazione visibile. Lo sbiancamento non cambia forma né composito: se è questo che disturba, la strada sono le faccette o una ricostruzione, e se ne parla in visita.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita e pulizia dei denti. Si controllano carie, gengive e otturazioni sui denti anteriori; si vede il colore vero di partenza e si consegna il preventivo scritto.
- 2Scelta della modalità e impronta digitale. Alla poltrona, a casa o combinato, secondo il colore di partenza e la sensibilità; con lo scanner si costruiscono le mascherine.
- 3Sbiancamento e controllo. Seduta in studio o settimane a casa, poi un controllo del colore e delle gengive; i richiami si concordano negli anni.
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Come si può pagare?
Per faccette e sbiancamento il preventivo arriva dopo la prova in bocca: prima si vede il risultato, poi si decide.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella pagina dei prezzi: il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
- Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
- Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
- Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.
Cosa dicono i pazienti
Dottore e team di lavoro tutti disponibili e professionali. Studio super consigliato!!
Studio dentistico all avanguardia ,medici competenti e personale gentile, lo consiglio
È da anni che vengo qua a farmi l'igiene dentale, ho sempre trovato ambiente e personale capace e gentile. Sarà difficile trovare uno studio migliore nella zona!
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
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Domande frequenti: sbiancamento denti a Castelfranco di Sotto
1. Lo sbiancamento denti a Castelfranco di Sotto si fa in una seduta sola?
Alla poltrona spesso sì, in circa un'ora; nei colori di partenza più scuri si aggiunge una seconda seduta o le mascherine a casa. Si decide in visita, dopo la pulizia.
2. Meglio lo sbiancamento alla poltrona o quello domiciliare?
Alla poltrona il cambiamento si vede subito; a casa è più graduale e più facile da modulare se i denti sono sensibili. Molti fanno entrambi: la seduta in studio e le mascherine per completare e per i richiami.
3. Lo sbiancamento rovina lo smalto?
No, se fatto con prodotti professionali, sui tempi indicati e dopo una visita. Può dare una sensibilità temporanea al freddo, che si gestisce e passa.
4. Quanto dura lo sbiancamento fatto dal dentista?
Da uno a più anni. Dipende da caffè, tè, vino rosso e fumo. Con le mascherine si fa un breve richiamo quando il colore tende a tornare indietro.
5. Le otturazioni e le corone si sbiancano?
No. Composito, ceramica e faccette restano del loro colore. Se un'otturazione sugli incisivi risultasse più scura dopo il trattamento, si può rifare nel colore nuovo: si valuta prima e si scrive nel preventivo.
6. Devo fare la pulizia dei denti prima dello sbiancamento?
Sì. Il gel agisce sullo smalto pulito; su placca e tartaro il risultato è a chiazze. A volte, dopo l'igiene, il colore che si cercava è già quello.
7. Lo sbiancamento fa male?
Durante la seduta no. Nei giorni successivi può comparire una sensibilità al freddo, in genere lieve e passeggera. Chi ha già denti sensibili lo dice in visita: si adatta il protocollo.
8. Cosa non posso mangiare dopo lo sbiancamento?
Per circa quarantotto ore si evitano caffè, tè, vino rosso, pomodoro, curcuma, liquirizia e fumo. Poi si torna alle proprie abitudini.
9. Si può fare lo sbiancamento in gravidanza?
Per prudenza no, e nemmeno durante l'allattamento. Non c'è un'urgenza che giustifichi il perossido in quei mesi: si rimanda.
10. Un dente solo più scuro degli altri si sbianca con le mascherine?
Di solito è un dente devitalizzato e si tratta dall'interno, con una tecnica diversa. Le mascherine schiariscono tutta l'arcata e lasciano quel dente indietro.
11. Quanto costa lo sbiancamento dei denti?
Dipende dalla modalità scelta e da eventuali otturazioni da rifare. Il preventivo è scritto e viene consegnato dopo la visita, prima di iniziare.
12. Chi segue lo sbiancamento nello studio di Castelfranco?
La Dott.ssa Valentina Sibillotte, odontoiatra dello studio, dalla visita al controllo finale. Lo studio è in Via Giuseppe Posarelli 9; telefono 0571 1900049, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.