
Otturazioni · Studio Palla, Castelfranco di Sotto
Intarsio dentale a Castelfranco di Sotto




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Scritto e revisionato da Dott. Andrea Di Stefano, Odontoiatra · Aggiornato il 9 settembre 2026 · Lettura: 5 min
In sintesi
Questa pagina spiega l'intarsio dentale a Castelfranco di Sotto nello studio di Via Posarelli: cos'è e in cosa differisce da un'otturazione e da una corona, quando è la scelta indicata, come si svolge in studio con la scansione intraorale, quali materiali si usano, quanto dura e come si mantiene.
Chi cerca informazioni sull'intarsio dentale a Castelfranco di Sotto ha di solito un molare con una carie estesa o una vecchia otturazione che si è rotta, e un dentista che ha proposto «un intarsio» invece di rifare l'otturazione. Qui trova cos'è, quando ha senso al posto dell'otturazione diretta o della corona, e come si svolge nello studio di Via Posarelli.
L'intarsio è una ricostruzione indiretta: si costruisce in laboratorio, in ceramica o in composito, sull'impronta digitale del dente preparato, e poi si cementa. Ricostruisce solo la parte mancante e lascia intatto il resto del dente.
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Cos'è un intarsio dentale e in cosa differisce da un'otturazione?
L'intarsio è un pezzo unico di ceramica o composito costruito dal laboratorio sulla forma esatta della cavità e cementato al dente; l'otturazione si modella invece direttamente in bocca, strato dopo strato, nella stessa seduta.
Fino a una certa dimensione l'otturazione diretta è la scelta corretta. Oltre quella dimensione il composito modellato in bocca si contrae nell'indurire e, su una cavità grande, crea fessure ai margini e tensioni sulle pareti sottili. L'intarsio, costruito fuori dalla bocca, non ha questo limite.
In base a quanto copre si parla di inlay (solo dentro la cavità), onlay (una o più cuspidi) o overlay (tutta la superficie masticante); nel linguaggio comune sono tutti intarsi. La pagina sull'otturazione del dente spiega il confine fra le due soluzioni.

Quando si sceglie l'intarsio invece dell'otturazione o della corona?
Quando la cavità è grande ma le pareti del dente sono ancora valide, quando una o più cuspidi vanno coperte perché sottili, e quasi sempre su un dente posteriore devitalizzato; se invece le pareti non reggono più, la scelta è la corona.
L'intarsio sta nel mezzo fra otturazione e corona. La corona copre tutto il dente e richiede di ridurlo su tutti i lati; l'intarsio sostituisce solo ciò che manca e conserva più tessuto.
Su un dente con pareti sottili, fratturate o con poca altezza, la corona è la risposta corretta: la pagina dedicata alla corona dentale la spiega.
- Cavità ampia con pareti valide. L'otturazione diretta non tiene nel tempo; l'intarsio sì.
- Cuspidi da coprire. Una cuspide sottile si frattura sotto carico; l'onlay la protegge.
- Dente posteriore devitalizzato. Più fragile: la copertura delle cuspidi riduce il rischio di frattura.


Intarsio dentale a Castelfranco di Sotto
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Come si svolge l'intarsio dentale nello studio di Castelfranco di Sotto?
In anestesia locale si rimuove la carie o la vecchia otturazione, si prepara la cavità e si prende l'impronta con lo scanner intraorale; l'intarsio si cementa in una seconda seduta, o nella stessa quando il caso lo consente.
Si tolgono il tessuto malato e le parti troppo sottili e si porta la cavità a una forma senza sottosquadri. Poi lo scanner intraorale registra il dente e i denti vicini: niente pasta da impronta, e il file passa al laboratorio odontotecnico.
Nel frattempo il dente resta protetto da un provvisorio. Alla seconda seduta l'intarsio si prova, si controlla con l'ingrandimento ottico nei margini e nei punti di contatto, e si cementa in adesione con il dente isolato dalla diga. Il controllo dell'occlusione chiude la seduta.

Ceramica o composito: quale materiale e quanto dura un intarsio?
La ceramica (in genere disilicato di litio) resiste meglio all'usura ed è stabile nel colore, il composito è meno rigido e più semplice da riparare; la durata dipende più dall'igiene e dal carico masticatorio che dal materiale.
La scelta si fa sul dente: per un molare che sostiene la masticazione o per un dente devitalizzato si preferisce spesso la ceramica; per cavità più contenute, o per chi digrigna, il composito è una scelta ragionevole. Il colore si abbina ai denti vicini in laboratorio.
Il mantenimento è quello di un dente naturale: spazzolino, filo o scovolino sul margine, controlli con la seduta di igiene, bite per chi digrigna di notte. Un intarsio non si caria, ma il dente intorno sì: il margine va tenuto pulito.

Chi esegue gli intarsi nello studio di Castelfranco?
Il Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio, che in studio si occupa di conservativa ed endodonzia e segue il dente dalla diagnosi alla cementazione.
L'intarsio è spesso l'ultimo passo di una cura iniziata dallo stesso medico, una carie profonda o una devitalizzazione: chi ha preparato il dente lo cementa e lo rivede ai controlli.
Intarsio dentale a Castelfranco di Sotto: le situazioni più frequenti
In Via Posarelli il caso tipico è un molare con una vecchia otturazione larga, in amalgama o in composito, scheggiata o infiltrata ai margini: alla radiografia si vede che rifarla direttamente lascerebbe pareti troppo sottili, e si propone un intarsio.
Il secondo è il dente devitalizzato, in studio o altrove, mai coperto, che arriva dopo che una cuspide si è staccata masticando.
Chi viene da San Miniato, Santa Croce, Montopoli o Pontedera chiede di ridurre i viaggi: la scansione intraorale evita la seconda impronta, e le due sedute si concordano a pochi giorni di distanza negli orari di apertura. Dalla radiografia iniziale ai controlli il medico è lo stesso, e le immagini restano nella cartella dello studio.
Quando l'intarsio non è la scelta giusta?
Un intarsio su un dente che avrebbe retto un'otturazione è una cura più invasiva del necessario; su un dente senza pareti è una cura che non tiene. La visita serve a stare nel mezzo.
- Cavità piccola o media. L'otturazione diretta in composito è più conservativa e si fa in una seduta.
- Pareti troppo sottili o dente fratturato. Serve una corona, che copre e protegge tutto il dente.
- Carie arrivata alla polpa o dente che fa male. Prima la terapia endodontica; l'intarsio viene dopo, quando il dente è guarito.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita e radiografia. Si valuta quanto dente resta e si sceglie fra otturazione, intarsio e corona; preventivo scritto.
- 2Preparazione e scansione. In anestesia locale, con impronta digitale; provvisorio se servono due sedute.
- 3Cementazione e controllo. Prova, cementazione adesiva con la diga, controllo dell'occlusione e ai richiami di igiene.
Chiama lo 0571 1900049 (Rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Un'otturazione o una devitalizzazione hanno un prezzo per dente, che dipende da quanto dente resta e da quanti canali ha.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella pagina dei prezzi: il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
- Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
- Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
- Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.
Cosa dicono i pazienti
Mi sono recato presso lo studio dentistico del dottor Palla Edoardo per un’otturazione e sono rimasto molto soddisfatto dell’esperienza. Fin dall’ingresso ho trovato un ambiente accogliente e professionale. La segretaria Marta e le assistenti Valentina e Giada sono state estremamente gentili, disponibili e capaci di mettere a proprio agio i pazienti con empatia e attenzione. Il dottore si è dimostrato competente, rassicurante e molto attento nel spiegarmi ogni fase del trattamento, trasmettendo sicurezza e professionalità. L’intervento è stato rapido, indolore e svolto con grande cura. Consiglio vivamente questo studio a chi cerca un servizio di qualità, in un ambiente sereno e umano. Grazie di cuore a tutto lo staff!
Il dott Palla e la dottoressa SIbilotte sono due dottori fantastici ,competenti e disponibili !!
Esperienza molto positiva, in questo studio ho trovato professionalità, disponibilità e umanità lo consiglio vivamente!!!. Grazie mille ad Edoardo e a tutto il suo staff
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
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Domande frequenti: intarsi a Castelfranco di Sotto
1. Cos'è un intarsio dentale in ceramica?
Una ricostruzione costruita dal laboratorio in ceramica, di solito disilicato di litio, sulla forma esatta della cavità, e poi cementata al dente con un cemento adesivo. Sostituisce solo la parte di dente mancante.
2. Intarsio dentale o otturazione: qual è la differenza?
L'otturazione si modella in bocca nella stessa seduta e va bene per cavità piccole e medie. L'intarsio si costruisce fuori dalla bocca ed è indicato quando la cavità è grande o una cuspide va coperta.
3. Intarsio o corona: quando si sceglie l'uno o l'altra?
L'intarsio quando le pareti del dente sono ancora valide e si vuole conservarle. La corona quando il dente è troppo indebolito e va coperto per intero. Lo decide la visita con la radiografia.
4. Un intarsio dentale fa male?
La preparazione si esegue in anestesia locale. Nei giorni dopo la cementazione può esserci sensibilità al freddo o alla masticazione, che in genere regredisce.
5. Quante sedute servono per un intarsio dentale a Castelfranco di Sotto?
Di norma due: preparazione con scansione e provvisorio, poi cementazione. In alcuni casi è possibile la seduta unica. Le sedute si fissano negli orari dello studio, dal lunedì al venerdì.
6. Quanto dura un intarsio dentale in ceramica?
Anni, se il dente e il margine restano puliti e il carico masticatorio è controllato. Non si può indicare una durata certa: contano igiene, controlli periodici e abitudini come il digrignamento.
7. Serve l'intarsio dopo la devitalizzazione di un molare?
Quasi sempre serve una copertura delle cuspidi, e l'onlay è una delle opzioni insieme alla corona. Un molare devitalizzato lasciato con la sola otturazione rischia la frattura.
8. L'intarsio si può fare in composito invece che in ceramica?
Sì. Il composito è meno rigido e più facile da riparare; la ceramica resiste meglio all'usura e mantiene il colore nel tempo. La scelta dipende dal dente e dalle abitudini del paziente.
9. L'intarsio dentale si vede?
Il colore si sceglie in laboratorio sulla base dei denti vicini, e i materiali usati sono del colore del dente. Sui denti posteriori, dove si fa la maggior parte degli intarsi, resta di norma poco visibile.
10. Come si prende l'impronta per l'intarsio?
Con lo scanner intraorale presente in studio: una telecamera registra il dente preparato e i denti vicini, senza pasta da impronta. Il file digitale va al laboratorio odontotecnico.
11. Un intarsio può staccarsi o rompersi?
Può accadere, soprattutto con carichi forti o digrignamento. Se si stacca intero e il dente è integro, spesso si ricementa; se si frattura, si rifà. In entrambi i casi conviene farsi vedere presto.
12. Dove si fa un intarsio dentale a Castelfranco di Sotto e come si prenota la visita?
Nello studio di Via Giuseppe Posarelli 9, telefono 0571 1900049, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Il primo passo è una visita con radiografia, dopo la quale si consegna il preventivo scritto.