
Studio Palla · Castelfranco di Sotto
Endodonzia a Castelfranco di Sotto




Parlarci non ti impegna. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.

Scritto e revisionato da Dott. Andrea Di Stefano, Odontoiatra · Aggiornato il 9 settembre 2026 · Lettura: 5 min
In sintesi
Questa pagina spiega l'endodonzia a Castelfranco di Sotto nello studio di Via Posarelli: cosa cura l'endodontista, quando un dente con la polpa compromessa si può ancora salvare, come si decide fra devitalizzazione, ritrattamento canalare ed estrazione, perché l'ingrandimento ottico conta e quali sono le pagine di approfondimento sulle singole terapie.
Chi cerca informazioni sull'endodonzia a Castelfranco di Sotto ha di solito un dente che fa male, una radiografia con un'ombra all'apice, o un dentista che ha nominato la parola «canali» senza spiegarla. Qui trova cosa fa l'endodontista, quando un dente si può ancora salvare e come si sceglie la terapia, prima di decidere se venire in Via Posarelli per una visita.
L'endodonzia è la parte dell'odontoiatria che cura l'interno del dente: la polpa, con il nervo e i vasi, e i canali che la contengono dentro le radici. Il suo scopo è uno solo: tenere in bocca un dente naturale che, senza cura, andrebbe perso.
Preferisci parlarne a voce? 0571 1900049, rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00 – 19:00 · sabato, 9:00 – 13:00. Parlarci non ti impegna.
Endodonzia a Castelfranco di Sotto: vuoi un parere sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Cosa cura l'endodonzia e cosa fa l'endodontista?
L'endodonzia cura la polpa e i canali radicolari quando sono infiammati, infetti o necrotici; l'endodontista è l'odontoiatra che si dedica a queste terapie, dalla diagnosi alla chiusura dei canali, e che valuta se un dente si può conservare.
Dentro ogni dente c'è una camera con la polpa, e da lì partono uno o più canali, sottili come un capello, che scendono nelle radici fino all'apice.
Quando una carie profonda, un trauma o una vecchia otturazione infiltrata raggiungono la polpa, il tessuto si infiamma e poi muore; i batteri scendono nei canali e, se non si interviene, escono dall'apice e infettano l'osso.
Il lavoro endodontico consiste nel pulire, disinfettare e sigillare questo spazio. Detto così sembra semplice; in pratica i canali sono curvi, ramificati e spesso più numerosi di quanto la radiografia lasci vedere. È qui che contano la formazione specifica, il tempo dedicato alla seduta e gli strumenti.

Quando serve una cura endodontica e quali sono i segnali?
Serve quando la polpa è compromessa in modo irreversibile: dolore spontaneo o notturno, dolore al caldo che dura minuti, gonfiore o una fistola sulla gengiva, un dente scurito dopo un trauma, o un'ombra all'apice in una radiografia anche senza sintomi.
Il sintomo, da solo, non basta a decidere. Una sensibilità al freddo che passa in pochi secondi è quasi sempre una polpa ancora viva, che si cura con un'otturazione.
Un dolore che resta dopo che lo stimolo è finito, che sveglia di notte o che si sente masticando, orienta invece verso una polpa che non recupera più.
Per questo la diagnosi si fa in studio: test di vitalità al freddo e alla percussione, radiografia endorale e, quando serve vedere la forma delle radici o una lesione nell'osso, la TAC cone beam a basso dosaggio che è in sede, in Via Posarelli.
- Dolore spontaneo o notturno. La polpa è infiammata in modo irreversibile.
- Ascesso, gonfiore o fistola. L'infezione è uscita dall'apice: va trattata, anche se il dolore è passato.
- Dente scurito dopo un colpo. Segno di una polpa necrotica, spesso silenziosa.
- Ombra all'apice in radiografia. Un granuloma, spesso senza sintomi, scoperto per caso.


Endodonzia a Castelfranco di Sotto
Dal 2019 in Via Posarelli · 5,0 su 5 con 68 recensioni Google
Non rimandare la valutazione: raccontaci il tuo caso e ricevi un piano di cura scritto, con le alternative possibili.
Oppure chiama lo 0571 1900049 · Rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00 · Scrivici su WhatsApp
Devitalizzazione, ritrattamento o estrazione: come si decide?
Si decide sulla base di tre cose: quanta struttura del dente resta, se i canali sono raggiungibili e se l'osso intorno alla radice è sano; se le tre risposte sono favorevoli, il dente si cura o si ritratta, altrimenti si parla di estrazione e sostituzione.
Su un dente mai trattato, la terapia è la devitalizzazione: si tolgono la polpa e i batteri dai canali, si disinfettano e si sigillano. La pagina dedicata alla devitalizzazione la spiega passo per passo.
Su un dente già devitalizzato che dà di nuovo problemi, la strada è il ritrattamento canalare: si rimuove il vecchio materiale, si cerca la causa e si richiude.
L'estrazione entra nel discorso quando il dente non regge una ricostruzione, quando una radice è fratturata in verticale o quando la perdita di osso per parodontite è troppo avanzata.
In quel caso non è una rinuncia: è la scelta che evita di spendere sedute su un dente che non terrebbe. La sostituzione, con un impianto o un ponte, si valuta con il Dott. Di Stefano nello stesso studio.

Perché in studio l'endodonzia si fa con l'ingrandimento ottico?
Perché i canali hanno diametri di frazioni di millimetro e l'ingrandimento, con ingrandimento e luce coassiale, permette di vederli, di trovare quelli nascosti e di lavorarci senza togliere dente sano: un canale non trattato è la causa più frequente di una terapia che fallisce anni dopo.
Nella prima sala dello studio di Via Posarelli è installato un ingrandimento ottico. Non è un accessorio: cambia il modo di lavorare.
A occhio nudo si lavora in buona parte al tatto e sulla base della radiografia; con l'ingrandimento si vede il pavimento della camera pulpare, l'imbocco di un quarto canale in un molare, una crepa, un frammento di strumento lasciato da una cura precedente.
Il ingrandimento aiuta anche nel lavoro con la diga di gomma, che isola il dente dalla saliva durante la terapia, e nella documentazione: la radiografia finale mostra la chiusura dei canali fino all'apice e resta in cartella per i controlli successivi.

Chi si occupa di endodonzia nello studio di Castelfranco di Sotto?
Il Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio, che in studio si dedica alla conservativa e all'endodonzia e segue il paziente dalla visita ai controlli.
Nel suo lavoro l'endodonzia è la parte in cui un dente che qualcuno ha già dato per perso torna a masticare: meno visibile dell'estetica, e quella che nel lungo periodo evita il numero maggiore di estrazioni.
Quando la diagnosi porta invece all'estrazione o a un impianto, il passaggio al Dott. Andrea Di Stefano, che in studio si occupa di chirurgia e implantologia, avviene nella stessa sede, con la stessa cartella e le stesse immagini.
Endodonzia a Castelfranco di Sotto: le situazioni più frequenti
In Via Posarelli il primo caso è il molare che sveglia di notte, dopo giorni di antidolorifici: alla visita la carie ha raggiunto la polpa e la seduta successiva si concorda in tempi brevi, negli orari di apertura.
Il secondo è il paziente che non ha alcun sintomo, con una lesione all'apice trovata per caso in una panoramica fatta per altro, che chiede se sia davvero necessario intervenire su un dente che non dà fastidio.
In entrambi i casi la radiografia e, quando serve, la TAC cone beam si fanno in sede, nella stessa mattina della visita.
Chi arriva da San Miniato, Santa Croce, Fucecchio o dalla collina verso Orentano chiede sedute complete e pochi viaggi: dove il dente lo permette, la terapia si conclude in una seduta e la ricostruzione si fissa nel viaggio successivo.
Una parte dei pazienti porta un dente devitalizzato anni fa altrove, con un preventivo di estrazione e impianto già in mano: prima di estrarre, in studio si valuta se il ritrattamento è possibile. Dalla visita ai controlli il medico è lo stesso.
Quando l'endodonzia non è la strada?
Curare i canali di un dente che non ne ha bisogno, o di un dente che non si può salvare, sono due errori opposti. La visita serve a evitarli entrambi.
- Sensibilità al freddo che passa subito. Una polpa ancora viva si cura con un'otturazione, non con la devitalizzazione.
- Dolore che viene dalla gengiva, non dal dente. Una tasca parodontale o un residuo di cibo si trattano con l'igiene e la parodontologia.
- Radice fratturata in verticale o dente senza pareti. La terapia canalare non lo salva: si valuta l'estrazione e la sostituzione.
Come si svolge il percorso, in tre passi?
- 1Visita, test di vitalità e radiografia. Se serve, TAC cone beam, prescritta quando serve,; si capisce se il dente si cura, si ritratta o si toglie; preventivo scritto.
- 2Terapia con l'ingrandimento ottico. Devitalizzazione o ritrattamento, in anestesia locale, in una o due sedute.
- 3Ricostruzione e controllo. Otturazione, intarsio o corona dove serve, poi controllo radiografico a distanza.
Chiama lo 0571 1900049 (Rispondiamo dal lunedì al venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00) oppure scegli giorno e ora dal calendario.
Come si può pagare?
Un'otturazione o una devitalizzazione hanno un prezzo per dente, che dipende da quanto dente resta e da quanti canali ha.
Il preventivo è scritto e ti viene consegnato al termine della prima visita, prima che inizi qualsiasi trattamento: sai cosa comprende, cosa non comprende e in quante sedute si svolge.
Per i trattamenti che si sviluppano in più fasi il pagamento segue le fasi, secondo quanto concordato prima di iniziare. Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi nella misura prevista dalla legge, con fattura e pagamento tracciabile.
I prezzi di listino dei trattamenti principali sono pubblicati nella pagina dei prezzi: il preventivo scritto resta l'unico documento che vale per il tuo caso.
- Preventivo scritto. Consegnato dopo la prima visita, con le alternative possibili.
- Pagamento per fasi. Concordato prima di iniziare, sulla base del piano di cura.
- Detraibilità. Fattura e pagamento tracciabile per la detrazione delle spese sanitarie.
Cosa dicono i pazienti
Mi sono recato presso lo studio dentistico del dottor Palla Edoardo per un’otturazione e sono rimasto molto soddisfatto dell’esperienza. Fin dall’ingresso ho trovato un ambiente accogliente e professionale. La segretaria Marta e le assistenti Valentina e Giada sono state estremamente gentili, disponibili e capaci di mettere a proprio agio i pazienti con empatia e attenzione. Il dottore si è dimostrato competente, rassicurante e molto attento nel spiegarmi ogni fase del trattamento, trasmettendo sicurezza e professionalità. L’intervento è stato rapido, indolore e svolto con grande cura. Consiglio vivamente questo studio a chi cerca un servizio di qualità, in un ambiente sereno e umano. Grazie di cuore a tutto lo staff!
Ottimo servizio. Ottima struttura, e dottori molto qualificati
Sono anni che mi reco presso lo studio del dottor Palla ,ambiente confortevole personale qualificato e lo consiglio vivamente
Il primo passo è una visita
Chi è pronto sceglie giorno e ora dal calendario; chi ha ancora dubbi lascia nome e telefono e ne parliamo. Nessun impegno a iniziare una cura: la prima visita serve a capire, non a decidere per te.
Approfondimenti dalla guida del paziente
- Curare alitosi, perché l'ordine delle tappe conta?Come curare alitosi a Castelfranco di Sotto: i quattro gradini da cui parte l'odore e l'ordine in cui conviene affrontarli in visita.
- Dente incapsulato non devitalizzato, perché pulsa di notte?Dente incapsulato non devitalizzato che fa male: cosa controllo a Castelfranco di Sotto per capire se il nervo si salva o va curato.
- 5 segnali: otturazione che fa male dopo una settimanaSe l'otturazione del dente fa male dopo una settimana: quando è normale, quando no e quando conviene un controllo a Castelfranco di Sotto.
- Perché la pulpite passa da sola solo in apparenzaLa pulpite passa da sola? Il dolore si attenua ma l'infiammazione resta: come la valutiamo nello studio di Castelfranco di Sotto.
- Quando togliere una carie richiede più di una sedutaQuanto ci vuole a togliere una carie: i tempi reali di una seduta a Castelfranco di Sotto, cosa li allunga e quando serve tornare.
- Toronto bridge senza gengiva, conta l'osso che restaToronto bridge senza gengiva: la flangia rosa dipende dall'osso che resta. Come lo valuto a Castelfranco di Sotto, in Via Posarelli.
Domande frequenti: endodonzia a Castelfranco di Sotto
1. Cosa fa un endodontista a Castelfranco di Sotto e in cosa è diverso dal dentista?
È un odontoiatra che si dedica alla cura dell'interno del dente: polpa e canali. Nello studio di Via Posarelli è il Dott. Andrea Di Stefano, che si occupa di conservativa ed endodonzia e lavora con l'ingrandimento ottico.
2. Quando serve andare da un endodontista?
Quando un dente fa male in modo spontaneo o notturno, quando c'è un gonfiore o una fistola, dopo un trauma che ha scurito il dente, o quando una radiografia mostra una lesione all'apice. Il primo passo è sempre la visita con i test di vitalità.
3. L'endodonzia con l'ingrandimento ottico cambia davvero qualcosa?
Il ingrandimento permette di vedere canali che a occhio nudo non si trovano e di lavorare con più precisione. Un canale non trattato è la causa più frequente di una terapia che non tiene nel tempo.
4. Un dente con il nervo morto si può sempre salvare?
Non sempre. Si salva quando resta abbastanza struttura, quando i canali sono raggiungibili e quando l'osso intorno è sano. Se una radice è fratturata in verticale, la terapia canalare non basta.
5. Meglio la terapia endodontica o l'estrazione con impianto?
Se il dente è recuperabile, conservarlo viene prima: un dente naturale che regge non ha bisogno di sostituti. Se non è recuperabile, si passa all'impianto o al ponte. Lo dicono la visita e le immagini, non una preferenza.
6. Un dente devitalizzato anni fa che fa di nuovo male è da togliere?
Non necessariamente. In molti casi si può ritrattare: si riapre, si toglie il vecchio materiale, si trova la causa e si richiude. La pagina sul ritrattamento canalare spiega quando è possibile.
7. La cura endodontica fa male?
Si esegue in anestesia locale. Il dolore che si ricorda è in genere quello dei giorni prima, dovuto all'infiammazione della polpa, non la terapia.
8. Quante sedute servono per una terapia endodontica?
In molti casi una; in altri due, con una medicazione fra le due. Dipende dal dente, dal numero di canali e dall'infezione presente.
9. Serve la TAC per una cura dei canali?
Non sempre: la radiografia endorale basta nella maggior parte dei casi. La TAC cone beam, prescritta quando serve, serve quando bisogna vedere la forma delle radici, un canale sospetto o l'estensione di una lesione nell'osso.
10. Dopo la cura endodontica il dente resta fragile?
Sì, più di prima: senza polpa perde parte della sua elasticità. Sui denti posteriori si valuta quasi sempre un intarsio o una corona che lo protegga dalle fratture.
11. Si può fare una cura endodontica in gravidanza?
Sì, quando serve: un'infezione non trattata comporta più rischi della terapia. Tempi e precauzioni si concordano con il ginecologo.
12. Dove si trova lo studio e come si prende un appuntamento per una visita endodontica?
In Via Giuseppe Posarelli 9 a Castelfranco di Sotto, telefono 0571 1900049, dal lunedì al venerdì 9–19. Per un dolore acuto si telefona e si organizza la visita negli orari di apertura.