
Cambiare dentista da San Miniato: cosa ti porti dietro





Revisione medica di Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra · Aggiornato il 11 agosto 2026 · Lettura: 7 min
La risposta breve
Radiografie, referti, il piano già scritto: quasi tutto quello che è stato fatto si trasferisce. Ecco cosa chiedere prima di spostarsi di studio.
- Chi risponde
- Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio di Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 11 agosto 2026 · 7 min di lettura
- Area
- Il Comprensorio del Cuoio
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Chi cambia studio si presenta quasi sempre a mani vuote e con la stessa frase: «immagino che dovrò rifare tutto». Non è così. Radiografie, referti, impronte digitali e il piano di cura che ti hanno scritto sono documentazione clinica, e la documentazione clinica ti appartiene. Portarla vale una seduta risparmiata e, nel caso delle lastre, una dose di raggi che non hai motivo di prenderti due volte.
Sono Andrea Di Stefano, mi occupo di conservativa ed endodonzia e ricevo in Via Posarelli, a Castelfranco di Sotto. Le prime visite passano quasi tutte da me, comprese quelle di chi arriva da San Miniato dopo anni con un altro dentista. Quindi questo discorso lo faccio spesso.
Una lastra non scade come lo yogurt
C'è una convinzione diffusa che una radiografia «vecchia» sia inutile. È il contrario di come la usiamo.
Una panoramica di tre anni fa non mi serve per sapere com'è la tua bocca oggi: per quello guardo te. Mi serve per sapere da dove veniva. Il livello dell'osso attorno a un dente, il disegno di una vecchia otturazione, un canale già trattato che allora sembrava a posto: messi accanto a una lastra di oggi diventano una direzione. E la direzione è l'unica cosa che una singola immagine, per quanto nuova e nitida, non può dirmi.
Poi c'è il motivo meno teorico. Ogni radiografia è una dose, piccola ma reale, e il principio con cui si lavora è che si fa solo l'esame che cambia una decisione. Se ho già l'informazione su un supporto, ripeterla è dose regalata.
Detto questo, non prometto che non ripeteremo niente. Su una lastra di sette o otto anni fa, o su un dente che nel frattempo ha iniziato a far male, l'immagine nuova si fa e basta.
E qui i colleghi non la pensano tutti allo stesso modo: c'è chi riparte comunque da una radiografia propria per avere uno standard omogeneo, chi come me preferisce recuperare il pregresso e integrare solo dove serve.
Dipende molto da cosa si sta cercando — un controllo generale e il sospetto di una lesione a un apice non hanno lo stesso bisogno di dettaglio.
La lista corta di cosa chiedere
Prima di lasciare uno studio, o anche dopo, si chiede alla segreteria copia di quello che c'è. In genere sta tutto in una cartella digitale e si esce con una chiavetta o un link.
- Le radiografie, tutte, non solo l'ultima. Se c'è una TAC 3D, il file originale in formato DICOM e non la stampa: la stampa è una fotografia di una sola fetta, il file è l'esame intero e si può rileggere da capo.
- I referti e le relazioni, soprattutto se hai fatto un intervento o una terapia parodontale: lì c'è scritto cosa è stato messo, dove e quando.
- Il piano di cura con l'elenco delle voci, anche se non l'hai accettato.
- Se hai impianti, il passaporto implantare: marca, modello e misura della vite. Sembra un dettaglio burocratico. È la differenza fra riavvitare una corona in dieci minuti e passare una seduta a capire con che sistema hai a che fare.
Su quest'ultimo punto insisto più che sugli altri, perché è quello che manca quasi sempre.

Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Il piano di cura dell'altro non si butta
Molti se ne vergognano un po', come se mostrarmi il preventivo di un collega fosse un dispetto a qualcuno. Non lo è, e mi risparmia lavoro.
Un piano scritto da un altro medico mi dice due cose in un colpo solo: che problemi ha visto e in che ordine pensava di risolverli. Se sono d'accordo, bene, si riparte da lì. Se non lo sono, la discussione diventa concreta — questo dente qui lui lo estraeva, io proverei a tenerlo con una devitalizzazione, e ti spiego su cosa mi baso — invece che restare un confronto fra due opinioni astratte.
La stessa cosa vale se sei venuto solo per un secondo parere e poi torni dov'eri prima. Capita, va benissimo, e non cambia di una virgola come guardo la tua bocca.
Da San Miniato sono dieci chilometri
Da Ponte a Egola e da San Miniato Basso si risale la Tosco-Romagnola e si è qui in un quarto d'ora, con il parcheggio davanti allo studio.
Non è un dettaglio da depliant: chi cambia dentista lo fa quasi sempre per due motivi, e uno dei due è l'orario. Nel Comprensorio del Cuoio molte persone lavorano su turni, e uno studio che ha una sola poltrona attiva riesce a offrirti quello che avanza. Le sei sale di Via Posarelli servono a tenere più agende aperte in parallelo, così che una prima visita si possa mettere alle nove del mattino o il sabato, quando smonti.
Quello che invece non si trasferisce
Onestà: qualcosa resta indietro davvero.
Non si trasferisce il tempo che il collega precedente ha passato a conoscerti — le cose che dicevi in poltrona, cosa ti spaventa, quale dente ti dava fastidio due inverni fa e poi è passato.
Quello va ricostruito parlando, ed è il motivo per cui una prima visita seria dura molto più di quanto ci si aspetti.
E non si trasferisce quasi mai il lavoro protesico in corso. Se sei a metà di una protesi, con le impronte già in laboratorio e un provvisorio in bocca, cambiare in quel momento significa quasi sempre ricominciare quella singola fase: due laboratori diversi non si passano un lavoro a metà. Meglio finire il pezzo, se si può, e cambiare dopo.
La cosa pratica da fare oggi
Telefona alla segreteria del tuo studio attuale e chiedi copia della documentazione clinica, senza dover spiegare perché. È una richiesta ordinaria, la ricevono continuamente.
Poi, quando prendi appuntamento qui, dillo: se sappiamo che arrivi con del materiale, la prima visita si imposta diversamente e si parte guardando le tue lastre invece che un foglio bianco.
Devo dire allo studio precedente che sto cambiando dentista?
No. La documentazione clinica si chiede e basta, non serve motivare la richiesta né dire dove andrai. Se ti mettono in difficoltà, insisti con calma: quei dati riguardano te.
Se non trovo più le vecchie radiografie, è un problema?
È una perdita, non un ostacolo. Si riparte dalle immagini di oggi e la storia la ricostruiamo con quello che ricordi: quali denti sono stati curati, quando, se ci sono stati interventi. Meno preciso, ma si lavora lo stesso.
È urgente prenotare una visita se sto cambiando studio e non ho disturbi?
Urgente no. Ha però senso non lasciare un vuoto lungo fra un dentista e l'altro: è nei mesi in cui nessuno guarda che una carie fra due denti diventa una ricostruzione più impegnativa. Una visita con le lastre in mano dà un punto di partenza scritto, e da lì si decide con calma se e cosa fare.
Posso venire solo per una seconda opinione su un preventivo?
Sì, ed è una delle richieste più frequenti. Si legge voce per voce, si guarda cosa corrisponde a un problema reale e cosa si può rimandare. Poi decidi tu dove curarti.
Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla — Via Giuseppe Posarelli 9, Castelfranco di Sotto. Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00. Telefono 0571 1900049, oppure il modulo nella pagina contatti. Da San Miniato dieci chilometri lungo la Tosco-Romagnola; da Fucecchio sei, attraversando l'Arno.
Se ti riguarda
San Miniato a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Cosa dicono i pazienti
Mi sono recata in questo studio per un ascesso a un dente e ho trovato gentilezza, professionalità e organizzazione. Gli studi sono puliti e all'avanguardia, offrono servizi dentistici a tutto tondo e il personale è meraviglioso. Il medico e le sue assistenti hanno la rara dote di mettere chiunque a proprio agio, di dare indicazioni e consigli chiari e hanno una delicatezza nelle manipolazioni che è unica. Si dimostrano organizzati con messaggi whatsapp di promemoria degli appuntamenti in cui danno eventuali indicazioni personalizzate a seconda dell'intervento necessario ed è anche grazie a questa organizzazione che l'attesa in sala è sempre ridotta al minimo indispensabile. Gli studi sono accessibili anche per i disabili, con pochissime barriere architettoniche e c'è la possibilità di parcheggiare proprio di fronte all'entrata. Consigliatissimi sotto ogni aspetto!
Accoglienti e professionali, lo consiglio
Personale cortese e professionale consigliato
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