
Impianti da Montopoli: cosa vuol dire «l'osso si è riassorbito»





Revisione medica di Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario · Albo Odontoiatri di Pisa n. 427 · Aggiornato il 12 agosto 2026 · Lettura: 3 min
La risposta breve
Un dente che manca da anni lascia una cresta più bassa e più stretta. Cosa si può ricostruire, quanto tempo chiede e quando conviene invece un'altra strada.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 12 agosto 2026 · 3 min di lettura
- Area
- Il Comprensorio del Cuoio
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
«L'osso si è riassorbito» significa che dove mancava un dente la cresta si è abbassata e assottigliata: serviva a tenere una radice che non c'è più. Non è una malattia né una colpa. È una perdita in millimetri, e da quei millimetri dipende se ricostruire, mettere un impianto corto o inclinato, o scegliere un'altra strada.
Sono Edoardo Palla, mi occupo di implantologia e chirurgia orale e ricevo in Via Posarelli metà della mia settimana. Da Montopoli, oltre il ponte sull'Arno, sono poco più di dieci minuti: chi arriva per un dente perso da otto o dieci anni porta spesso questa frase, sentita altrove e mai spiegata.
L'osso attorno a un dente esiste per quel dente
L'osso alveolare, quello attorno alle radici, nasce con il dente e si ritira quando il dente non c'è più: è osso di servizio.
Masticando, la radice spinge sulle fibre che la legano all'osso, e quelle fibre dicono alle cellule di rifarlo. Tolta la radice, l'osso si smonta: in fretta nei primi mesi, poi sempre più lentamente, per anni.
Per questo il tempo pesa più di tutto: un dente perso l'anno scorso e uno perso quando lavoravi a Ponte a Egola sono problemi diversi, anche se il buco è identico.
Si perde in due direzioni, e la seconda è quella che complica
Quasi tutti pensano all'altezza, ma a decidere è lo spessore. L'altezza si intuisce da una panoramica: dalla gengiva al nervo sotto o al seno mascellare sopra.
La cresta si consuma soprattutto verso la guancia, dove la parete a tratti misura meno di un millimetro: può restare alta e diventare una lama di coltello. La panoramica schiaccia lo spessore e mostra un osso che sembra intero.
Così chi guarda una panoramica dice «si può fare» e chi guarda una TAC «serve prima ricostruire»: non due opinioni, due esami diversi.
«Non hai osso» detto senza un numero non significa niente
Una valutazione implantologica seria parte da un esame tridimensionale, letto fetta per fetta dove andrebbe la vite. Dà tre numeri: altezza, spessore della cresta, distanza dal nervo alveolare sotto e dal pavimento del seno sopra.
Spesso, misurando, l'osso c'è; se manca, due millimetri o sei sono cose molto diverse.
A chi arriva con una diagnosi fatta altrove chiedo l'esame, non il verdetto: della TAC il file originale, non la stampa di una fetta.

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Quando si ricostruisce
Ricostruire osso si può, si fa da decenni ed è prevedibile entro limiti che contano più della tecnica.
Ha senso quando manca poco, in un punto contenuto: una parete sottile da ispessire, un piccolo difetto dove entrerà la vite, un seno mascellare disceso da sollevare per recuperare altezza nei settori posteriori dell'arcata superiore. Spesso innesto e impianto si fanno nella stessa seduta.
Se manca molto in altezza e larghezza, ricostruire è un intervento a sé, con mesi, non settimane, di guarigione: fattibile, ma va visto se conviene per quel dente, in quel momento della tua vita.
L'innesto, se serve, sta scritto nel piano di cura fin dalla visita: non compare a intervento iniziato.
Quando invece si tiene un'altra strada
Non tutti i buchi vanno riempiti con un impianto, né tutte le creste ricostruite. Valuto almeno tre alternative.
- Impianto più corto o inclinato. Sfrutta l'osso rimasto: la ricerca recente lo ha reso molto più solido.
- Un ponte o una protesi. Si appoggia ai denti vicini: ragionevole se hanno già ricostruzioni importanti e andrebbero comunque incapsulati.
- Non sostituire. A volte, per un singolo molare in fondo, controllando che l'arcata resti stabile e gli antagonisti non scendano: la scelta più impopolare, valida solo se non la si dimentica.
Quello che non si sa prima
Quanto osso attecchirà in un innesto si vede solo alla riapertura: chi te lo promette prima sta indovinando.
Si stima la media, non il singolo caso: contano la vascolarizzazione, la tenuta dei tessuti molli e come guarisci tu.
Anche fra colleghi si discute se ricostruire nelle bocche complesse o adattarsi all'osso con impianti più corti: due scuole, entrambe con dati a supporto.
Per questo, quando posso, decido con la chirurgia già aperta, dopo aver discusso con te entrambi gli scenari. Le sorprese si spiegano prima o non si spiegano.
Da Montopoli, la parte pratica
Nove chilometri, il ponte sull'Arno, parcheggio davanti allo studio; da San Romano e Marti anche meno.
Conta di più l'incastro con i turni, frequenti nel Comprensorio del Cuoio: valutazione, intervento e controlli negli anni, che tengo io e non delego.
Le sei sale operative di Via Posarelli, a Castelfranco di Sotto, tengono più agende aperte: si viene alle nove o il sabato mattina quando smonti, senza perdere una giornata di lavoro.
Cosa fare adesso
Se hai un buco di qualche anno, non devi scegliere fra impianto e ponte: il primo passo è una visita che misuri l'osso e ti dia i numeri per iscritto. Poi la scelta è tua, qui o altrove.
Se il dente manca da dieci anni, ho perso troppo osso per un impianto?
Non necessariamente. Il riassorbimento è rapido nei primi mesi, poi rallenta molto: fra otto e dodici anni la differenza è minore del previsto. Va misurato, non dedotto.
L'innesto di osso è doloroso?
È chirurgia: qualche giorno di fastidio, gestibile con un antidolorifico da banco secondo il foglietto illustrativo o il farmacista. Il gonfiore, se compare, dura due o tre giorni ed è la parte più noiosa.
Da dove viene l'osso che si innesta?
Osso tuo prelevato vicino, materiale di banca o sintetico, spesso combinati. Cambiano stabilità e invasività del prelievo: si sceglie sul difetto specifico.
Il dente manca da anni e non fa male: quando farsi vedere?
Un buco non fa mai male, per questo si aspetta. Conviene quando i denti vicini si inclinano verso lo spazio vuoto o l'antagonista scende: da lì il problema non è più di un dente solo.
Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla — Via Giuseppe Posarelli 9, Castelfranco di Sotto. Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00. Telefono 0571 1900049, oppure il modulo nella pagina contatti.
Se ti riguarda
Rialzo del seno mascellare a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Cosa dicono i pazienti
Sono molto professionali..molto competenti su gli impianti ..è soprattutto molto cordiali e bravissimi..
È da anni che vengo qua a farmi l'igiene dentale, ho sempre trovato ambiente e personale capace e gentile. Sarà difficile trovare uno studio migliore nella zona!
Mi sono recato presso lo studio dentistico del dottor Palla Edoardo per un’otturazione e sono rimasto molto soddisfatto dell’esperienza. Fin dall’ingresso ho trovato un ambiente accogliente e professionale. La segretaria Marta e le assistenti Valentina e Giada sono state estremamente gentili, disponibili e capaci di mettere a proprio agio i pazienti con empatia e attenzione. Il dottore si è dimostrato competente, rassicurante e molto attento nel spiegarmi ogni fase del trattamento, trasmettendo sicurezza e professionalità. L’intervento è stato rapido, indolore e svolto con grande cura. Consiglio vivamente questo studio a chi cerca un servizio di qualità, in un ambiente sereno e umano. Grazie di cuore a tutto lo staff!
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