
Castelfranco di Sotto · Implantologia dentale
Fasi impianto dentale, il calendario lo decide l'osso




La risposta breve
Le fasi di un impianto dentale spiegate una per una dal Dott. Edoardo Palla: tempi, attesa e controlli nello studio di Castelfranco di Sotto.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Castelfranco di Sotto
- Per chi
- Chi si cura a Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 29 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Le fasi di un impianto dentale sono tre: la vite in titanio inserita nell'osso, i mesi in cui l'osso la ingloba, il dente avvitato sopra. Prima di tutto c'è lo studio del caso con le radiografie. Chi cerca «fasi impianto dentale» di solito vuole sapere quanto dura l'attesa in mezzo: dipende dall'osso, non dall'agenda.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Posarelli 9, a Castelfranco di Sotto, mi occupo di implantologia.
Quante fasi ha davvero un impianto dentale?
Tre fasi operative, più una di studio che viene prima di tutto e che non si salta mai.
- Lo studio del caso. Visita, radiografia e quasi sempre una TAC 3D, per misurare quanto osso c'è in altezza e in spessore.
- L'inserimento della vite. In anestesia locale, con la gengiva richiusa sopra oppure con un piccolo tappo che sporge.
- L'integrazione. L'osso cresce attorno al titanio e lo blocca. Qui non si fa niente: si aspetta e si controlla.
- La protesi. Impronta, moncone, corona avvitata. Da qui in poi si mastica.
La procedura cambia nei dettagli da bocca a bocca. L'ordine no. Chi arriva convinto che si tratti di un appuntamento solo, di solito ha in mente la terza fase e non la seconda.
Trovi il quadro completo nella pagina dedicata all'implantologia dentale.
Cosa succede il giorno in cui si mette la vite?
Per un impianto singolo si sta in poltrona meno di un'ora, in anestesia locale, e si esce camminando.
Si apre la gengiva, si prepara il sito con frese calibrate, si avvita l'impianto, si richiude con qualche punto. Il dolore vero arriva dopo, quando l'anestesia passa, e somiglia a quello di un'estrazione.
Ghiaccio le prime ore, cibi tiepidi, niente sforzi la sera stessa. I punti si tolgono in genere dopo sette-dieci giorni.
In alcuni casi, con osso di buona qualità e stabilità sufficiente, si può montare subito un provvisorio: è la strada del carico immediato, che accorcia l'attesa estetica ma non quella biologica.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Perché fra la vite e il dente passano dei mesi?
Perché il titanio non si incolla all'osso: è l'osso che ci cresce sopra, e per farlo servono in media da due a quattro mesi.
Questa è la fase più lunga ed è anche l'unica che non si vede e non si sente. Nessun fastidio, nessun segnale: solo tempo.
I mesi si allungano quando l'osso è poco. Nel mascellare superiore, sopra i premolari e i molari, spesso serve prima un rialzo del seno mascellare: in quel caso la guarigione dell'innesto si somma a quella dell'impianto.
Su un'arcata intera i tempi si organizzano diversamente, perché le viti si sostengono a vicenda: è il principio dell'All-on-4.

Come si capisce se l'impianto si sta integrando?
Dal silenzio: un impianto che si integra, dopo i primi giorni, smette di farsi sentire del tutto.
Il rigetto vero, nel senso immunologico, è un'eventualità rara e quasi mai c'entra un'allergia al titanio. Molto più spesso si parla di mancata integrazione, e i segnali sono pratici.
- Dolore che cresce. Dopo la prima settimana il fastidio deve calare. Se aumenta, si controlla.
- Gonfiore che non scende. Passati quattro o cinque giorni, deve andare verso il meglio.
- Cattivo sapore persistente. Spesso indica un'infezione del sito.
- Mobilità. Una vite che si muove non va lasciata lì: si toglie, si lascia guarire l'osso e si riprova.
Il fumo pesante e un diabete scompensato sono i due fattori che vedo incidere di più. Meritano di essere detti prima, non dopo.
Quando non conviene iniziare il percorso dell'impianto?
Quando c'è qualcosa di più semplice da sistemare prima: una gengiva malata, un'igiene da rimettere in riga, un dente vicino da curare.
Se le gengive sanguinano e c'è perdita di osso, l'impianto messo lì dentro corre gli stessi rischi dei denti naturali. Prima si cura la parodontite, poi si valuta.
Ci sono anche situazioni in cui una protesi resta la scelta più sensata: un'arcata già portatrice di una protesi mobile stabile e ben tollerata, oppure chi assume da anni farmaci per le ossa e va valutato insieme al medico curante.
In altri casi si arriva comunque a un risultato fisso, ma per una strada diversa, come la dentiera fissa su impianti.
La soluzione meno invasiva viene sempre prima. Sempre.
Quanto tempo chiede tutto questo a chi lavora nel Cuoio?
Tre o quattro appuntamenti veri nell'arco di sei mesi: il resto sono controlli da dieci minuti.
Lo studio è in Via Posarelli 9, sulla direttrice della Tosco-Romagnola, con il parcheggio davanti alla porta. Chi esce dall'uscita Santa Croce della FI-PI-LI arriva senza attraversare il centro.
Santa Croce sull'Arno è a 5 km lungo l'Arno, Fucecchio a 6 km oltre il ponte, Santa Maria a Monte a 7 km, San Miniato con Ponte a Egola a 10 km. Dalle frazioni di Orentano, Villa Campanile, Galleno e Staffoli si resta dentro i dieci minuti di macchina.
Chi fa i turni in conceria di solito mette l'inserimento a inizio settimana e i controlli il sabato mattina. Siamo aperti dal lunedì al venerdì 9-19 e il sabato 9-13. Gli orari e le indicazioni per arrivare stanno anche nella pagina del nostro studio a Castelfranco di Sotto.
Cosa cambia dopo l'ultima fase?
Cambia che il percorso non finisce con la corona: da lì comincia la manutenzione, ed è quella che decide la durata.
Un impianto non si caria, ma la gengiva intorno si infiamma esattamente come le altre. La placca si deposita nel solco fra corona e gengiva, dove lo spazzolino arriva male.
Servono scovolino della misura giusta e sedute di igiene degli impianti con strumenti dedicati, in genere ogni sei mesi. Chi salta i controlli per due o tre anni è la persona che rivedo con la perimplantite.
Il primo passo è una visita: si guarda la bocca, si fa la radiografia e ti dico con chiarezza quante fasi servono nel tuo caso e quanto dureranno. Chiama il 0571 1900049 o fissa la visita su https://prenota.adamanti.it/prenota/castelfranco.
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Se ti riguarda
Implantologia dentale a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Castelfranco di Sotto
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Fasi impianto dentale, il calendario lo decide l'osso
1. Quanto dura in tutto il percorso, dalla prima visita al dente definitivo?
2. L'inserimento della vite è doloroso?
3. Si può mangiare normalmente durante l'attesa?
4. Il rigetto di un impianto dentale capita spesso?
5. Devo prendere ferie per queste fasi?
Cosa dicono i pazienti
Sono molto professionali..molto competenti su gli impianti ..è soprattutto molto cordiali e bravissimi..
Professionalità e cortesia sono alla base di questo studio ,mi sono trovata molto bene e lo consiglio vivamente!!!
Ho conosciuto lo studio consigliato da mia nipote perché non riuscivo a risolvere un problema abbastanza importante ai miei denti il dottor Edoardo mi ha consigliato e insieme alla dottoressa Valentina mi hanno aiutato a stare meglio naturalmente con le cure dovute ,le assistenti molto brave professionali simpatiche e precise ,che dire dello studio non potrei consigliare di meglio per la loro professionalità e precisione complimenti
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