
I richiami dal dentista non si decidono alla fine





Revisione a cura di Dott.ssa Irene Nitti, igienista dentale · Albo Igienisti Dentali di Pisa, Livorno e Grosseto n. 198 · Aggiornato il 17 agosto 2026 · Lettura: 7 min
La risposta breve
Ogni quanto tornare non è una domanda da fare all'ultima seduta: è un parametro clinico che sta scritto nel piano insieme a tutto il resto.
- Chi risponde
- Dott.ssa Irene Nitti, igienista dentale dello studio di Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 17 agosto 2026 · 7 min di lettura
- Area
- Continuità della cura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Il richiamo non è la coda di un percorso finito: è una delle voci del percorso, e va deciso quando il piano si scrive, non quando si chiude. Se ne parli all'ultima seduta, è già arrivato tardi. Una parodontite trattata e poi lasciata senza controlli torna, e quando torna riparte da meno osso di quello che c'era prima.
Sono la Dott.ssa Irene Nitti, l'igienista dello studio di Castelfranco di Sotto: mi occupo di igiene, prevenzione e sbiancamento. Quello che segue è la parte del lavoro di cui si parla meno, e che decide come stanno le cose fra cinque anni.
Un richiamo non è una telefonata di cortesia
C'è un malinteso comune, e non è colpa di nessuno: il richiamo viene percepito come un promemoria commerciale, una gentilezza dello studio, qualcosa che si può spostare di due mesi senza conseguenze. Nella cartella non è quello.
È una seduta con un obiettivo scritto: rimisurare, ripulire dove lo strumento domestico non arriva, e vedere se qualcosa si è mosso da come l'avevamo lasciato. La differenza fra le due cose è enorme. Una cortesia si declina. Un controllo no.
Il paradosso è che il paziente più a rischio è quello che sta meglio. Chi ha dolore torna da solo, chi non sente niente rimanda — e le malattie che ci interessano di più, la parodontite in testa, per lunghi tratti non fanno male.
L'intervallo è un dato, non un'abitudine
«Ogni sei mesi» è una consuetudine, ed è una media che a qualcuno va larga e a qualcuno stretta.
Quello che guardiamo, per decidere, è un piccolo insieme di cose concrete: la profondità delle tasche rilevata con la sonda, se le gengive sanguinano al sondaggio e in quanti punti, quanto tartaro si è riformato dall'ultima volta, il fumo, il diabete se c'è, quanto tempo hai realisticamente per l'igiene a casa la sera, e la presenza di impianti o di lavori protesici che vanno controllati per conto loro.
Da lì esce un numero: tre mesi, quattro, sei. Chi ha avuto una terapia parodontale sta di solito nella parte corta della forbice, perché la ricolonizzazione batterica sotto gengiva ha tempi suoi e non aspetta il calendario.
E qui devo essere onesta su un punto: quale intervallo tenga davvero per te, prima, non lo sappiamo. Lo si sceglie sulla base del quadro iniziale e poi si corregge.
Se al controllo dei quattro mesi trovo una bocca pulita e gengive silenziose, l'intervallo si allunga; se trovo sanguinamento diffuso, si accorcia, e non è una punizione. È il dato che ha parlato.
Sull'intervallo ideale, per la cronaca, i colleghi non sono tutti d'accordo. C'è chi sostiene che sotto una certa soglia si sta strumentando tessuto sano senza guadagno, e chi preferisce accorciare in via prudenziale su chi ha già perso osso. Nel dubbio, io guardo cosa succede a quella singola bocca fra un richiamo e l'altro.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Cosa costa un richiamo saltato
Non costa una seduta in più. Costa un pezzo di quello che era stato fatto.
Quando la malattia parodontale riprende, il supporto che se n'è andato non torna: la terapia successiva riparte da una cresta ossea più bassa. Questo cambia le opzioni sul tavolo, non solo i tempi. Un dente che a un certo punto si poteva ancora tenere, due anni dopo diventa un dente da valutare per l'estrazione, e la conversazione si sposta su ponti e impianti — che sono un'altra cosa, con altri tempi e un'altra chirurgia.
C'è poi un effetto che vedo spesso in poltrona: chi torna dopo molto tempo si vergogna. Rimanda ancora un po' proprio per questo, e l'intervallo diventa di due anni. Non serve. Nessuno qui fa la predica a nessuno; si riparte dai numeri che ci sono quel giorno.

Perché la data si fissa prima di uscire dalla porta
La data del prossimo richiamo si fissa in fondo alla seduta, con te davanti, prima che tu esca. Non lasciata alla memoria, e non a un richiamo telefonico che arriverà tra sei mesi mentre sei al lavoro.
Ha una ragione molto pratica, e vale in modo particolare da queste parti. Nel Comprensorio del Cuoio una parte consistente dei pazienti lavora su turni, fra la concia e le aziende della zona: chi entra alle sei ha bisogno del tardo pomeriggio, chi smonta a mezzanotte ha bisogno della mattina presto.
Se la data si prende sei mesi prima, il turno buono c'è. Se si cerca all'ultimo, resta quello che è rimasto libero.
Le sei sale operative servono anche a questo: permettono agende in parallelo, e quindi di mettere la mia seduta e il controllo del medico nello stesso pomeriggio. Per chi attraversa l'Arno da Fucecchio o scende da Orentano, significa un viaggio invece di due. Da Bientina e dalla zona di Pontedera è la differenza fra un richiamo che tiene e uno che salta.
Cosa chiedere quando ti presentano un piano
Poche cose, e vanno chieste all'inizio.
Chiedi ogni quanto sono previsti i controlli e su cosa è stato deciso quel numero. Chiedi cosa si misura al richiamo, perché una seduta in cui si rimisura non è la stessa in cui si passa solo lo strumento.
Chiedi chi la fa e se la data si prende subito. E chiedi che cosa cambia se salti un giro — dovrebbero saperti dire cosa succede nel tuo caso specifico, non in generale.
Se le risposte ci sono, il piano che hai in mano comprende anche i prossimi anni. Se manca la parte dei controlli, il piano finisce il giorno dell'ultima otturazione, e la manutenzione resta un problema tuo.
Una cosa concreta da fare stasera, se hai avuto una cura importante e non ricordi quando è stato l'ultimo controllo: guarda la data sull'ultima ricevuta o sul referto che hai in casa. Se sono passati più di otto mesi, quella è l'informazione che serve per una telefonata di due minuti.
Ogni quanto devo fare i richiami dal dentista?
Dipende dal quadro parodontale, ed è la risposta scomoda ma vera. La forbice usuale va dai tre ai sei mesi. Su una bocca sana e con una buona igiene domiciliare, sei mesi sono ragionevoli; dopo una terapia parodontale l'intervallo parte più corto e si allunga solo se le misurazioni lo permettono.
Se salto un richiamo devo ricominciare tutto da capo?
No, non si ricomincia da zero: si riprende da dove si è. Il punto è che quel «dove si è» può essere peggiore di prima, e su questo non ha senso girarci intorno. Più corto è il salto, meno cambia.
Il richiamo è la stessa cosa dell'igiene dentale?
Si assomigliano, ma non coincidono. Una seduta di igiene e prevenzione su una bocca senza storia parodontale è più semplice di un richiamo di mantenimento, dove si risonda dente per dente e si lavora sotto il margine gengivale nei punti che erano risultati profondi.
È urgente prenotare se sono passati due anni dall'ultimo controllo?
Urgente no, ma non ha senso attendere un sintomo: a due anni di distanza da una terapia parodontale il quadro va rivisto e rimisurato, e una visita di controllo permette di sapere in che punto si è ricominciando dai dati, non dalle sensazioni.
Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla — Via Giuseppe Posarelli 9, Castelfranco di Sotto (PI). Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00. Telefono 0571 1900049, oppure il modulo di contatto.
Se ti riguarda
Igiene dentale e detartrasi a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Cosa dicono i pazienti
È da anni che vengo qua a farmi l'igiene dentale, ho sempre trovato ambiente e personale capace e gentile. Sarà difficile trovare uno studio migliore nella zona!
Veri professionisti. Sia il Dottor Palla che l'igienista e tutto lo staff.
Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️
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