
Conservare le radiografie del dentista non è nostalgia





Revisione medica di Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra · Aggiornato il 18 agosto 2026 · Lettura: 3 min
La risposta breve
Una lastra sola dice com'è un dente oggi. Due immagini a qualche anno di distanza dicono se una lesione è ferma o sta crescendo, ed è un'altra informazione.
- Chi risponde
- Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio di Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 18 agosto 2026 · 3 min di lettura
- Area
- Continuità della cura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Una radiografia fotografa un istante: dice com'è quel dente adesso. Due immagini dello stesso punto, a qualche anno di distanza, dicono una cosa che nessuna delle due contiene da sola — se quell'ombra è ferma o sta guadagnando terreno. È il motivo per cui le lastre vecchie non si buttano, e per cui in prima visita ti chiediamo se ne hai.
Sono Andrea Di Stefano, mi occupo di conservativa ed endodonzia nello studio di Via Giuseppe Posarelli 9 a Castelfranco di Sotto: da me passano quasi tutte le prime visite e i controlli, ed è il posto da cui vedo arrivare le buste di immagini, o la loro assenza.
Una lastra dice dov'è, due dicono dove sta andando
L'esempio più frequente nel mio lavoro è un'area scura sotto la radice di un dente devitalizzato anni prima: tonda, pochi millimetri, spesso senza dolore.
Su una singola immagine quell'ombra non ha età. Può essere lì da dieci anni, residuo cicatriziale di un'infezione spenta, oppure essere comparsa nell'ultimo inverno e stare allargandosi: in quel caso l'osso che perde adesso non torna. In una radiografia sola le due situazioni si somigliano molto.
Con accanto una lastra di cinque anni prima la domanda si chiude in dieci secondi: stesso diametro vuol dire ferma, due millimetri in più dicono anche a che velocità cresce. Il dente è identico, la decisione no: si controlla e si aspetta, oppure si interviene, e su un dente già devitalizzato le strade sono diverse fra loro.
Vale anche per l'osso attorno ai denti: chi ne ha poco ma stabile da anni e chi ne perde un millimetro all'anno possono avere la stessa immagine oggi e due percorsi sulle gengive completamente diversi. Il primo va sorvegliato, il secondo va fermato.
«Dipende», e dipende soprattutto dalla macchina
Due radiografie fatte su apparecchi diversi non sono confrontabili in senso strettamente metrico.
Cambia l'angolazione del sensore, cambia l'ingrandimento, cambia il modo in cui la macchina rende la densità dell'osso. Misurare millimetri fra l'immagine di un altro studio e la mia dà numeri che sembrano precisi e non lo sono: c'è chi per questo preferisce ripartire da un proprio riferimento, e non è una posizione irragionevole.
Io le guardo comunque, sapendo cosa sto guardando: un'informazione approssimativa su dov'era l'osso vale più del nulla, purché resti approssimativa anche nelle conclusioni. Mezzo millimetro fra due macchine diverse non lo considero. Una lesione raddoppiata sì, e si vede a occhio.
Davanti a una sola immagine, poi, non esiste un modo di stabilire se quella lesione è stabile: non è questione di esperienza o di strumenti, l'informazione non c'è e si costruisce ripetendo l'esame più avanti. Ecco perché a volte la risposta onesta a «è grave?» è «lo sappiamo tra sei mesi», e non è evasiva.
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Quello che due lastre non vedono
Il confronto è un pezzo, non il quadro. Una crepa verticale nello smalto può non comparire su nessuna delle due immagini, il dolore che parte dalla gengiva nemmeno, e una corona che si è scementata si scopre con le mani. La serie storica orienta le domande: le risposte le dà la visita.
Come si costruisce una serie, e perché è un lavoro di segreteria
Una serie utile non nasce dal caso: serve che le immagini siano datate, archiviate dove si ritrovano e fatte più o meno con la stessa tecnica.
Se il controllo di quel molare si ripete con la stessa proiezione, il confronto degli anni dopo è pulito. Sono attenzioni noiose che pagano molto più tardi.
Poi serve che il controllo si faccia davvero, e qui il territorio pesa. Molte delle persone che seguiamo lavorano su turni, la concia e il resto: chi esce alle quattordici non ha il calendario di chi timbra alle diciotto, e un appuntamento messo nell'ora sbagliata salta.
Le sei sale operative permettono agende in parallelo, e un controllo con una lastra di verifica occupa poco: si incastra a inizio mattina o nel tardo pomeriggio. La data del richiamo la fissiamo al banco prima che tu esca, non con una telefonata sei mesi dopo. Chi arriva da Fucecchio attraversa l'Arno ed è qui in meno di dieci minuti, con il parcheggio davanti.
Un controllo che nessuno confronta con niente è metà del controllo: ne ho scritto parlando del controllo a distanza dopo una devitalizzazione.

Se cambi studio, la serie non deve ricominciare
Cambiare dentista non azzera la tua storia clinica, a meno che le immagini restino nell'archivio di prima.
Portale, anche se sono vecchie e anche se sei convinto che non servano: si guarda cosa c'è e cosa manca, e come è organizzato il percorso lo trovi nella pagina lo studio.
Una domanda da fare al prossimo controllo
Quando ti fanno una radiografia, chiedi questo: «rispetto all'ultima, cosa è cambiato?».
Se la risposta esiste, hai un pregresso che sta funzionando. Se non c'è nessuna ultima con cui confrontare, quella di oggi diventa la prima della serie: chiedi che ti venga salvata, con la data nel nome del file.
Ogni quanto vanno rifatte le radiografie di controllo?
Non esiste un intervallo valido per tutti: ogni esame radiologico è una dose e si fa quando cambia una decisione. Su una bocca stabile e senza sintomi si diluisce; su una parodontite in trattamento, su un impianto recente o su una lesione che teniamo d'occhio si ripete più spesso e solo nella zona che interessa.
Una panoramica di sette anni serve ancora a qualcosa?
Come esame attuale no. Come termine di paragone sì, e a volte molto: è quella che dice se ciò che vediamo oggi era già lì. Vale anche una vecchia lastra fatta per un altro motivo, purché leggibile e datata.
È urgente prenotare se ho un'ombra che nessuno ha mai riconfrontato?
Urgente in senso stretto no, se non hai dolore né gonfiore. Ha senso però non rimandare di anni: un'area che nessuno ha mai riguardato si comporta come se fosse ferma senza che sia stato verificato. Una visita con le immagini vecchie sul tavolo trasforma un'incertezza in un dato scritto.
Le mie lastre le tenete voi o le tengo io?
Entrambi, ed è la risposta più solida. Nel nostro archivio restano quelle fatte qui; averne una copia tua, in una cartella del telefono, ti mette al riparo dal giorno in cui sei fuori zona, o in un altro studio, o semplicemente di fretta.
Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla — Via Giuseppe Posarelli 9, Castelfranco di Sotto, attivi dal 2019. Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00. Telefono 0571 1900049. Direttore Sanitario Dott. Edoardo Palla, iscritto all'Albo degli Odontoiatri di Pisa dal 2004.
Se ti riguarda
Radiografia panoramica a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Cosa dicono i pazienti
Mi sono recata in questo studio per un ascesso a un dente e ho trovato gentilezza, professionalità e organizzazione. Gli studi sono puliti e all'avanguardia, offrono servizi dentistici a tutto tondo e il personale è meraviglioso. Il medico e le sue assistenti hanno la rara dote di mettere chiunque a proprio agio, di dare indicazioni e consigli chiari e hanno una delicatezza nelle manipolazioni che è unica. Si dimostrano organizzati con messaggi whatsapp di promemoria degli appuntamenti in cui danno eventuali indicazioni personalizzate a seconda dell'intervento necessario ed è anche grazie a questa organizzazione che l'attesa in sala è sempre ridotta al minimo indispensabile. Gli studi sono accessibili anche per i disabili, con pochissime barriere architettoniche e c'è la possibilità di parcheggiare proprio di fronte all'entrata. Consigliatissimi sotto ogni aspetto!
Ottimo dentista in zona, lo consiglio vivamente
Avevo tanta paura del dentista ma con il dottor Palla e i suoi collaboratori mi sono trovata davvero bene ! Personale gentile e preparato , lo consiglio a tutti !!
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