Il controllo dopo una devitalizzazione: perché nessuno lo fa

Il controllo a distanza dopo una cura canalare è l'appuntamento più saltato dell'odontoiatria, e il motivo è semplice: il paziente sta bene. Il problema è che stare bene, in questo caso specifico, non dice nulla su come sia andata.
Sono il Dott. Andrea Di Stefano e mi occupo di endodonzia nello studio di Castelfranco di Sotto. Spiego perché quel controllo esiste.
Cosa succede davvero dentro un dente
Dentro ogni dente ci sono canali che contengono nervi e vasi. Quando un batterio ci arriva — per una carie profonda, una frattura, un trauma anche vecchio di anni — la polpa si infiamma e poi muore.
Da quel momento il dente diventa un contenitore chiuso in cui l'infezione lavora indisturbata, e con il tempo si estende all'osso attorno alla punta della radice. È quella macchia scura all'apice che si vede sulle radiografie e che il paziente non sente in alcun modo.
La cura canalare svuota i canali, li disinfetta e li sigilla. Da lì l'infezione dovrebbe spegnersi e l'osso ricrescere. Dovrebbe.
Perché il dolore non è un indicatore
Subito dopo la cura il dente può essere sensibile alla pressione per qualche giorno: i tessuti attorno all'apice si stanno sfiammando. Poi passa, e da quel momento il paziente non sente più niente.
Il punto è che non sentirebbe niente nemmeno se una parte dell'infezione fosse rimasta. La lesione all'apice cresce in silenzio, esattamente come aveva fatto la prima volta, e si ripresenta anni dopo con un gonfiore o con un dente che comincia a muoversi.
L'unico modo per sapere se la guarigione sta avvenendo è guardarla. E si guarda su una radiografia.
I tempi della guarigione
L'osso attorno alla punta della radice ricresce lentamente. In genere si ricontrolla a sei mesi e poi a un anno, e quello che si osserva è che la macchia scura si riduce progressivamente.
Se a sei mesi non è cambiata nulla, non significa automaticamente che il trattamento sia fallito: significa che va tenuta d'occhio. Se a un anno è uguale o più grande, allora il quadro è diverso e si valuta cosa fare.
Questa è la ragione per cui il controllo non si fa a tre settimane: a tre settimane non c'è niente da vedere.

Il dente che diventa scuro
C'è un effetto collaterale di cui si parla poco e che riguarda soprattutto i denti anteriori: nei mesi successivi il colore può virare verso il grigio.
Non è un segno che qualcosa sia andato storto. Dipende da residui di tessuto pulpare rimasti nella camera e dai materiali usati, e si affronta con trattamenti dedicati che schiariscono il dente dall'interno. Quando non bastano, si valutano soluzioni protesiche. In entrambi i casi conviene parlarne al controllo, che è l'occasione in cui la cosa si nota.
Quando serve rifare
Capita che una devitalizzazione fatta anni prima smetta di reggere: un canale non individuato, una chiusura incompleta, un'infiltrazione dal margine di una vecchia ricostruzione.
Il ritrattamento consiste nel rimuovere il vecchio materiale, ripulire i canali e richiuderli. È più lungo del primo trattamento e non sempre è la strada: quando non lo è, si valutano un intervento sull'apice o l'estrazione.
Al paziente questo arriva come «rifare una cosa già fatta», ed è comprensibile che dia fastidio. Spiegare perché non è una cortesia, è parte del lavoro.
La ricostruzione conta quanto la cura
Un dente trattato e lasciato senza una ricostruzione adeguata si frattura, e a quel punto la cura fatta non serve più a niente. È un esito frequente e completamente evitabile.
Sui denti posteriori, che sopportano carichi masticatori elevati, spesso serve una corona; sui denti anteriori con poca perdita di struttura può bastare una ricostruzione diretta. La scelta si fa in base a quante pareti del dente sono rimaste, e si può mostrare sulla radiografia.
In pratica
Se hai fatto una cura canalare, segna il controllo. Se te ne sei dimenticato e sono passati due anni, farlo adesso ha comunque senso: una lesione intercettata prima che dia sintomi si affronta con molte più opzioni.
Il controllo si prenota dalla pagina contatti o al telefono, e dura pochi minuti.
Dott. Andrea Di Stefano
Odontoiatra · Albo Odontoiatri di n.
Si occupa di conservativa, endodonzia, odontoiatria generale nello studio di Via Giuseppe Posarelli 9, Castelfranco di Sotto.
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