Ogni quanto fare l'igiene dentale, davvero

«Una volta l'anno» è la risposta che quasi tutti danno e che quasi nessuno ha ricevuto da qualcuno che avesse guardato la loro bocca. È una consuetudine, e per una parte delle persone è un intervallo troppo lungo.
Sono la Dott.ssa Irene Nitti e mi occupo di igiene nello studio di Castelfranco di Sotto. Provo a spiegare da cosa dipende davvero l'intervallo.
Non è una questione di impegno
La prima cosa da togliere di mezzo è il senso di colpa. La placca si riforma in ore e il tartaro in settimane, e questo avviene indipendentemente da quanto bene ci si lava i denti.
Quello che cambia da persona a persona è la velocità con cui si forma il tartaro, che dipende dalla composizione della saliva, dall'affollamento dei denti, dal fumo, da alcune terapie in corso. Due persone con la stessa identica igiene domiciliare possono avere quadri completamente diversi a sei mesi.
Per questo l'intervallo si decide guardando, non applicando una regola generale.
Cosa succede in una seduta
Si rimuove il tartaro sopra e sotto il margine gengivale, si leviga, si lucida. Ma la parte che vale di più è un'altra: si guarda.
Chi fa igiene vede quella bocca più spesso di chiunque altro nello studio, e ogni volta ha una fotografia aggiornata. È il momento in cui si intercettano le gengive che sanguinano in un punto solo, i primi segni di una parodontite, le carie che iniziano fra un dente e l'altro, il margine di una vecchia ricostruzione che si sta consumando.
Chiamarla «pulizia dei denti» è la ragione principale per cui viene rimandata.
Chi ha bisogno di intervalli più corti
Ci sono tre gruppi in cui dodici mesi sono quasi sempre troppi.
Chi ha avuto una parodontite: i richiami ravvicinati sono ciò che tiene in piedi il risultato della terapia, e senza si torna indietro.
Chi ha impianti: attorno a un impianto il tessuto reagisce all'infiammazione in modo diverso, e quando la perdita di osso comincia è più rapida. Si segue un protocollo dedicato, con strumenti che non danneggiano la superficie.
Chi fuma: il fumo maschera il sanguinamento, che è il segnale d'allarme principale. Una gengiva infiammata in un fumatore sanguina meno, non perché stia meglio ma perché il microcircolo è alterato.

La parte che si fa a casa
Nessuna seduta professionale compensa un'igiene domiciliare che non funziona: fra un richiamo e l'altro passano mesi, e in quei mesi il lavoro lo fa il paziente.
Quello che possiamo fare in poltrona è mostrare dove, su quella specifica bocca, lo spazzolino non arriva. Sono punti diversi da persona a persona, e non si indovinano leggendo un consiglio generico.
Vale soprattutto per gli scovolini: la misura giusta per i propri spazi si prova in studio. Uno scovolino troppo piccolo non pulisce, uno troppo grande traumatizza la gengiva.
Il sanguinamento non è un motivo per smettere
È l'errore più comune. Le gengive sanguinano in un punto, e si smette di passare il filo o lo spazzolino proprio lì.
Il sanguinamento è il segno dell'infiammazione, e nella maggior parte dei casi si riduce continuando a pulire quella zona con la tecnica corretta. Smettere fa esattamente il contrario.
Se dopo un paio di settimane di igiene corretta il sanguinamento persiste, allora serve una valutazione: probabilmente c'è tartaro sotto gengiva che nessuno spazzolino può raggiungere.
Cosa non fa l'igiene
Vale la pena dirlo, perché in giro circolano aspettative sbagliate. L'igiene professionale non sbianca i denti: rimuove il tartaro e le pigmentazioni superficiali, e il risultato è che i denti tornano del loro colore, che a volte è più chiaro di come apparivano e a volte no.
E non rovina lo smalto. Gli strumenti rimuovono il tartaro, non il dente. La sensibilità che alcune persone sentono nei giorni successivi dipende dalle superfici radicolari che erano coperte dal tartaro e che ora sono esposte: è un segno di quanto tartaro c'era, non di un danno appena fatto.
In pratica
L'intervallo si stabilisce insieme dopo la prima seduta e si rivede nel tempo. Alcune persone stanno bene con un richiamo annuale, altre perdono terreno se superano i sei mesi.
In studio i richiami si programmano al momento, non si lasciano alla memoria: lasciati alla memoria diventano diciotto mesi. Si parte dalla pagina contatti.
Dott.ssa Irene Nitti
Igienista dentale · Albo Odontoiatri di n.
Si occupa di igiene e prevenzione, sbiancamento nello studio di Via Giuseppe Posarelli 9, Castelfranco di Sotto.
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