La protesi che ha cominciato a muoversi non è rotta

«Si è allargata», «non tiene più», «mi fa male in un punto». Sono le tre frasi con cui arriva chi ha una protesi rimovibile da qualche anno, ed è quasi sempre convinto che il problema sia la protesi. Quasi sempre non lo è.
Sono il Dott. Edoardo Palla e ricevo a Castelfranco di Sotto. Spiego cosa succede davvero, perché il malinteso costa mesi di fastidio inutile.
Sotto una protesi il terreno cambia
L'osso della cresta su cui appoggia una protesi rimovibile si riassorbe lentamente nel tempo. È un processo fisiologico, non un difetto: quando i denti naturali non ci sono più, quell'osso non riceve più le sollecitazioni per cui era fatto e si riduce.
Significa che una protesi perfetta il giorno della consegna, dopo qualche anno appoggia diversamente. Prima comincia a muoversi leggermente, poi crea punti di pressione, poi diventa una piccola lesione che brucia.
La protesi è rimasta identica. È il terreno sotto che si è modificato.
Cosa si fa, e non è rifarla
La soluzione nella maggior parte dei casi è una ribasatura: si rifà la parte che appoggia, adattandola alla forma attuale della cresta, e si lascia il resto.
È un intervento più semplice e più rapido di un rifacimento completo, e va fatto quando il problema comincia, non quando la situazione è già diventata una lesione da curare prima di poter fare qualsiasi altra cosa.
Il danno del convivere
Il motivo per cui insisto è che la convivenza prolungata con una protesi che non appoggia bene non è neutra.
Un punto di pressione costante produce una lesione della mucosa che va guarita prima di poter prendere un'impronta nuova, e finché non è guarita non si può lavorare. Nel frattempo si mastica peggio, quindi si mangia peggio, e nelle persone anziane questo ha conseguenze che escono dall'ambito odontoiatrico.
C'è anche un effetto meno visibile: masticare in modo scorretto per mesi carica l'articolazione della mandibola.

Anche la protesi fissa cambia rapporto
Non riguarda solo il rimovibile. Anche una corona o un ponte, negli anni, cambiano rapporto con la gengiva: il margine si scopre, i contatti fra i denti si consumano, e sotto un margine scoperto può cominciare una carie che non si vede perché è coperta.
È il motivo per cui i controlli su un lavoro protesico non sono un'aggiunta: sono il modo in cui si intercetta una cosa piccola prima che diventi la sostituzione dell'intero lavoro.
Nel nostro studio i controlli vengono programmati insieme al piano di cura, non proposti dopo.
La pulizia, che è diversa
Una protesi rimovibile va pulita ogni giorno, e non con il dentifricio: gli abrasivi che vanno bene sullo smalto rigano la resina, e su una superficie rigata la placca si attacca meglio.
Serve uno spazzolino dedicato e un detergente adatto, e va tolta la notte salvo diversa indicazione, perché la mucosa sotto ha bisogno di stare scoperta per qualche ora. Chi la tiene ventiquattro ore su ventiquattro sviluppa con più facilità infiammazioni della mucosa, che poi vengono scambiate per un problema di appoggio.
Quando invece serve ripensare la soluzione
Ci sono casi in cui la ribasatura non basta più, perché la cresta si è ridotta troppo e non c'è più superficie su cui scaricare.
In quelle situazioni si valuta se sia possibile stabilizzare la protesi su impianti, che è una strada diversa e che ha i suoi presupposti: serve osso sufficiente e serve una bocca senza infiammazione in corso.
Non è una proposta che si fa a tutti e non è automaticamente migliore. È un'alternativa che va messa sul tavolo insieme alle altre, con quello che comporta ciascuna.
In pratica
Se hai una protesi che si muove, il primo passo è farla guardare. Nella maggior parte dei casi si risolve adattando quello che hai già, e prima si interviene meno si lavora.
Vale anche per chi ha corone o ponti da diversi anni e non li fa controllare da tempo. Si prenota dalla pagina contatti o al telefono.

Dott. Edoardo Palla
Direttore Sanitario · Albo Odontoiatri di Pisa n. 427
Si occupa di implantologia, chirurgia orale, protesi, ortodonzia nello studio di Via Giuseppe Posarelli 9, Castelfranco di Sotto.
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