
Castelfranco di Sotto · Estrazione denti
Il dente si muove, l'estrazione resta l'ultima scelta




La risposta breve
Un dente che si muove va tolto? Non sempre: a Castelfranco di Sotto valuto mobilità, osso e gengiva prima di decidere l'estrazione.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Castelfranco di Sotto
- Per chi
- Chi si cura a Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 8 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Un dente che si muove va tolto solo quando l'osso che lo tiene non c'è più. Nella maggior parte dei casi la mobilità si riduce curando la gengiva, correggendo il morso o legando il dente ai vicini. L'estrazione è l'ultima decisione, mai la prima: servono una radiografia e una misura della mobilità per arrivarci.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Giuseppe Posarelli 9, a Castelfranco di Sotto, mi occupo di chirurgia orale: valuto i denti mobili e, quando non resta altra strada, li estraggo.
Perché un dente si muove anche senza aver preso un colpo?
Nella grande maggioranza degli adulti il dente dondola perché l'osso intorno alla radice si è ritirato, non perché il dente sia rotto.
La parodontite lavora in silenzio per anni. Non duole, sanguina poco, e il primo segnale che il paziente nota è proprio quel movimento sotto la lingua.
- Parodontite. La gengiva si stacca, l'osso si riassorbe, il dente perde appoggio: è la causa più frequente dopo i quarant'anni.
- Sovraccarico del morso. Un dente che riceve tutta la forza, spesso per bruxismo o per un vicino mancante, inizia a cedere.
- Infezione dalla punta della radice. Un vecchio granuloma scioglie l'osso apicale e dà una mobilità che compare in fretta.
- Frattura della radice. Qui il dente si muove a pezzi, non in blocco: cambia tutto il ragionamento.
- Migrazione. Un dente che scivola in uno spazio vuoto dondola perché ha perso l'equilibrio con gli altri.
Capire quale delle cinque è in gioco cambia la cura, non solo la previsione.
Quanto si muove un dente prima che toglierlo diventi l'unica strada?
Conta la direzione: il movimento orizzontale si recupera spesso, quello verticale quasi mai.
Misuro la mobilità appoggiando due strumenti ai lati della corona e spingendo. Se il dente oscilla di meno di un millimetro siamo al primo grado, e c'è molto da valutare.
Quando invece si abbassa nell'alveolo sotto la pressione del dito, l'appoggio è andato su tutti i lati. È il caso in cui la conversazione sull'estrazione diventa seria.
La radiografia dice il resto: quanta radice è ancora dentro l'osso, se la lesione è isolata o diffusa, se il dente accanto regge.
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Quando non serve togliere il dente che dondola?
Quando l'osso c'è ancora e il movimento dipende dall'infiammazione: in quel caso si pulisce a fondo, si aspetta e si rimisura.
La strada più semplice viene prima. Una levigatura delle radici e un controllo dei contatti cambiano molte situazioni che sembravano senza uscita, e il percorso è quello della cura della parodontite.
- Mobilità da gengiva infiammata. Il tessuto gonfio allarga lo spazio intorno alla radice: sgonfiandosi, il dente può riassestarsi.
- Mobilità da sovraccarico. Un ritocco di pochi decimi sul punto che batte per primo toglie la spinta sbagliata.
- Mobilità dopo un trauma recente. Si immobilizza e si controlla nel tempo, senza decidere nulla il primo giorno.
- Mobilità su un dente pilastro. Se regge un ponte, va valutato insieme a tutto il resto, non da solo.
Toglierlo subito, in queste situazioni, chiude un sintomo e apre un problema nuovo: lo spazio.

Come si fa a togliere un dente che dondola in un adulto?
Un dente molto mobile si estrae in anestesia locale, spesso senza bisogno di incidere la gengiva.
Proprio perché l'osso non lo trattiene più, la manovra è in genere contenuta. Il tempo vero lo prende la pulizia dell'alveolo: il tessuto infiammato va rimosso, altrimenti la guarigione parte male.
- Anestesia locale. Si valuta prima dell'intervento e interessa la zona del dente da togliere; tipo e quantità li decido in poltrona, caso per caso.
- Mobilizzazione. Si accompagna il dente fuori, senza leve pesanti, perché l'appoggio è già perso.
- Pulizia e sutura. Si bonifica l'alveolo e, se il tessuto è molle, si mette un punto per tenerlo fermo.
Tutti i passaggi del dopo, dal morso sulla garza al controllo, stanno nella pagina sull'estrazione del dente. Diverso è il caso di una radice fratturata o di un giudizio mobile: lì si entra nella chirurgia orale programmata, come per l'estrazione di un dente del giudizio.
Che cosa rischio se lascio tutto com'è?
Un dente mobile non si stabilizza da solo: continua a consumare l'osso che serve anche ai denti accanto.
Il rischio concreto non è perdere quel dente. È perdere il muro osseo che lo circonda, perché quello non si ricostruisce con uno spazzolino.
Quando il dente cade da sé, l'osso di solito è già scomparso, e inserire impianti dentali richiede un intervento più grande di quello che sarebbe bastato un anno prima.
Nei ragazzi il ragionamento cambia: un dente che si muove durante una cura con l'apparecchio è spesso fisiologico e si segue in poltrona, controllo dopo controllo.
Quanto tempo serve per una valutazione, se arrivo da fuori Castelfranco di Sotto?
Una visita con radiografia e misura della mobilità dura circa mezz'ora: a molti basta un rientro dal lavoro.
Lo studio è in Via Posarelli 9, sulla direttrice della Tosco-Romagnola, con il parcheggio davanti alla porta: non si gira per cercare posto.
Da Santa Croce sull'Arno sono 5 km lungo l'Arno, da Santa Maria a Monte 7, da San Miniato con Ponte a Egola 10. Chi esce dalla FI-PI-LI a Santa Croce arriva in pochi minuti, e da Fucecchio bastano 6 km oltre il ponte.
Da Staffoli, Orentano, Villa Campanile e Galleno si entra in paese senza attraversare il centro.
Con i turni delle concerie del Comprensorio del Cuoio capita che l'unica ora comoda sia alle nove di mattina o il sabato: siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13.
Indirizzo, mappa e riferimenti sono nella pagina dello studio di Castelfranco di Sotto.
Il primo passo è una visita: con una radiografia e due minuti di misurazione si capisce se quel dente si tiene o se la sua rimozione va messa in programma. Chiama lo 0571 1900049 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/castelfranco.
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Da dove si parte, per chi arriva da Castelfranco di Sotto
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Il dente si muove, l'estrazione resta l'ultima scelta
1. Un dente che si muove va tolto sempre, se è un incisivo?
2. Posso aspettare che cada da solo?
3. Fa male togliere un dente che dondola?
4. Quanto tempo devo stare senza lavorare?
5. Se lo togliamo, lo spazio resta vuoto?
Cosa dicono i pazienti
Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️
Avevo tanta paura del dentista ma con il dottor Palla e i suoi collaboratori mi sono trovata davvero bene ! Personale gentile e preparato , lo consiglio a tutti !!
Mi sono trovata benissimo mi è passata la paura lo consiglio vivamente
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