
Togliere un impianto dentale: quando fa male davvero





Revisione medica di Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario · Albo Odontoiatri di Pisa n. 427 · Aggiornato il 19 settembre 2026 · Lettura: 7 min
La risposta breve
Fa male togliere un impianto dentale? A Castelfranco di Sotto ti spiego cosa si sente durante la rimozione e quanto dura il fastidio nei giorni dopo.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 19 settembre 2026 · 7 min di lettura
- Area
- Impianti e denti fissi
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Fa male togliere impianto dentale? Durante la rimozione si lavora in anestesia locale, che riduce molto la sensibilità: di solito si avverte pressione. Il fastidio vero arriva dopo, nelle prime quarantotto ore, e di solito resta più contenuto di quello di un'estrazione, perché un impianto non ha nervo né radici naturali.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Giuseppe Posarelli 9, a Castelfranco di Sotto, seguo tutte le aree dello studio: implantologia, chirurgia orale, protesi, conservativa, parodontologia.
Che cosa si sente mentre si rimuove un impianto?
Pressione e vibrazione: l'anestesia copre l'osso attorno alla vite e tutto il resto è soltanto rumore.
Un impianto è titanio dentro l'osso. Non ha polpa, non ha quel legamento elastico che avvolge la radice di un dente vero. Il male che ricordi da altre esperienze non può nascere da lì.
Quello che percepisci è la mano che lavora. Una spinta, un ronzio, a volte un piccolo scricchiolio. Suoni forti da ascoltare, nulla da patire.
- Il tempo. Una rimozione lineare sta spesso dentro la mezz'ora di poltrona.
- Lo strumento. In molti casi la vite si svita con una chiave dedicata, senza toccare l'osso attorno.
- Il taglio. Non sempre serve aprire la gengiva: dipende da quanto l'impianto si è già mobilizzato.
- La voce. Se alzi la mano ci fermiamo, sempre. Nessuno deve stringere i denti per orgoglio.
Perché un impianto che sembrava stabile va tolto?
Quasi mai perché il corpo lo «rifiuta»: nella maggior parte dei casi è l'osso intorno che si è infiammato e ritirato negli anni.
Si chiama perimplantite ed è una malattia dei tessuti, non del titanio. Comincia in silenzio, con un sanguinamento che sembra niente. Poi l'osso cede.
Le altre cause sono meccaniche: una frattura della vite interna, una direzione che la protesi non riesce a compensare, una mobilità comparsa dopo mesi di sovraccarico. Lo capiamo con una radiografia e una sonda, non a occhio.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Quanto dura il fastidio nei giorni dopo?
Il gonfiore è massimo fra la sera stessa e il secondo giorno, poi cala: molti pazienti tornano alle attività normali entro tre o quattro giorni.
Il dolore percepito, nella mia esperienza, è più basso di quanto la gente immagini prima di entrare. Pesa di più la tensione della guancia.
Conta quanto osso c'era ancora attorno. Se l'impianto era già mobile, la ferita è piccola e la gengiva si chiude in fretta. Se abbiamo dovuto ricostruire, i tempi si allungano e va messo in conto.
- Ghiaccio. A intervalli, solo nelle prime ore, mai a contatto diretto con la pelle.
- Temperatura. Cibi tiepidi, non caldi: il calore richiama sangue e gonfia.
- Fumo. È il fattore che rallenta di più la guarigione, e qui lo vedo ogni settimana.
- Sforzi. Niente palestra né carichi pesanti per qualche giorno.

Quando non serve togliere l'impianto?
Spesso la strada più semplice viene prima: si tratta l'infiammazione, si rifà la protesi sopra, si stringe il calendario dei controlli. La vite resta dov'è.
Se l'osso attorno ha perso poco e l'impianto è ancora stabile, la rimozione non è la prima risposta. Si pulisce sotto gengiva, si corregge ciò che tratteneva placca, si riprende in mano l'igiene degli impianti con richiami più ravvicinati.
Anche una corona che balla non significa impianto perduto. A volte è solo la vite protesica lenta. Si riavvita in una seduta.
Lo tolgo quando è mobile, quando fa male sotto carico, quando l'infezione non si controlla o quando la posizione rende impossibile una protesi corretta. Non prima.
Si può rimettere un impianto nello stesso punto?
Sì, ma quasi mai lo stesso giorno: in genere si aspetta che l'osso guarisca e in molti casi lo si ricostruisce prima.
I tempi tipici vanno dai due ai quattro mesi, poi si rivaluta con una radiografia. Se la zona posteriore alta ha perso altezza, entra in gioco un rialzo del seno mascellare prima di pensare a una nuova vite.
Quando l'osso residuo è solido e l'infezione assente, si può valutare un carico immediato sul nuovo impianto. È una decisione che si prende caso per caso, davanti alle immagini. Ogni percorso di implantologia dentale parte da lì, mai da un preventivo al telefono.
E chi lavora su turni in conceria come si organizza?
Lo studio riceve dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19: una finestra larga, che di solito si incastra con i turni del distretto.
Siamo in Via Giuseppe Posarelli 9, con il parcheggio davanti: non devi girare a cercare posto con la guancia gonfia. Stiamo sulla direttrice fra Santa Croce sull'Arno e Castelfranco di Sotto, cinque minuti da una parte e dall'altra.
Da San Miniato e Ponte a Egola sono una decina di chilometri, da Santa Maria a Monte e Montopoli poco più. Da Fucecchio, Bientina, Orentano e Pontedera arrivano ogni settimana pazienti che scelgono l'orario a cavallo del cambio turno.
Chi lavora nelle concerie del Comprensorio del Cuoio mi chiede sempre la stessa cosa: quanti giorni perdo. Per una rimozione semplice, di norma, si rientra il giorno dopo evitando gli sforzi pesanti. Te lo dico prima, non dopo.
Il primo passo è una visita con la radiografia in mano: si guarda l'osso attorno all'impianto, si misura, e solo allora si capisce se va tolto o tenuto sotto controllo. Chiama lo 0571 1900049 oppure fissa la valutazione su https://prenota.adamanti.it/prenota/castelfranco.
Se ti riguarda
Implantologia dentale a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Togliere un impianto dentale: quando fa male davvero
1. Fa male togliere impianto dentale quando l'osso è già infiammato?
2. Quanto dura l'intervento di rimozione?
3. Dovrò rimanere senza denti in quella zona?
4. Serve il bisturi per togliere un impianto?
5. Dopo quanto posso rimangiare normalmente?
6. Se lo lascio così, cosa succede?
7. Posso guidare per tornare a casa a Santa Croce o San Miniato?
8. Come capisco se il mio impianto è a rischio?
Cosa dicono i pazienti
Sono molto professionali..molto competenti su gli impianti ..è soprattutto molto cordiali e bravissimi..
Ambiente organizzato e pulito, personale cordiale
Fatta oggi l’igiene dentale , esperienza positiva tutti bravissimi e professionali !!
Hai una domanda sul tuo caso?
Quello che leggi qui è informazione generale: la tua situazione si valuta di persona. Chiama lo 0571 1900049 oppure scegli giorno e ora dal calendario.