
Castelfranco di Sotto · Faccette dentali
Perché le faccette dentali durano meno in certe bocche




La risposta breve
Quanto durano le faccette dentali in ceramica e in composito, cosa le consuma e quali controlli facciamo a Castelfranco di Sotto nel tempo.
- Chi risponde
- Dott.ssa Valentina Sibillotte, odontoiatra dello studio di Castelfranco di Sotto
- Per chi
- Chi si cura a Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 22 settembre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Quanto durano le faccette dentali dipende prima di tutto dal materiale: quelle in ceramica restano in bocca in genere 10-15 anni e spesso di più, quelle in composito 5-7 anni prima di chiedere una rifinitura. Il resto lo decidono le gengive, il digrignamento notturno e la regolarità dei controlli.
Sono la Dott.ssa Valentina Sibillotte e in Via Posarelli a Castelfranco di Sotto seguo l'estetica dentale.
Quanti anni reggono davvero ceramica e composito?
La ceramica dura in media circa il doppio del composito, ma nessuna delle due è una scelta per tutta la vita.
Sono medie, non scadenze. Due faccette identiche, messe lo stesso giorno, possono avere storie molto diverse a seconda della bocca in cui vivono.
- Ceramica. Viene cotta in laboratorio, non assorbe i pigmenti di caffè, tè e vino e mantiene la sua lucidatura. Incollata su smalto sano, supera spesso i dieci anni.
- Composito. Si modella direttamente sul dente, spesso in una sola seduta. Chiede poco al dente, ma si consuma e si macchia prima: dopo qualche anno va ripassato e lucidato.
- Il criterio. Non contano solo gli anni. Conta quanto smalto resta sotto la faccetta, come si chiudono i denti e come la si pulisce ogni giorno.
Sulla pagina delle faccette dentali trovi come si arriva alla scelta fra i due materiali. Qui ci interessa cosa succede dopo.
Cosa fa cedere una faccetta prima del tempo?
Quasi mai è il materiale a tradire: è quello che gli succede attorno, di notte e ai bordi.
Le faccette che vedo cedere in anticipo hanno quasi sempre una di queste cause.
- Il digrignamento notturno. Stringere o strisciare i denti carica i bordi di forze che nessun materiale ama. Spesso la soluzione è un bite contro il bruxismo da portare la notte.
- Le gengive che si ritirano. Se la gengiva scende, il margine della faccetta resta scoperto e si vede una linea. Per questo le gengive si curano prima e dopo, con il parodontologo quando serve.
- Le abitudini. Unghie, tappi delle penne, confezioni aperte con gli incisivi. Piccoli gesti, ripetuti per anni.
- Una carie al bordo. Il dente sotto resta un dente. Dove la pulizia non arriva, la carie può iniziare proprio lungo il margine.
Chi lavora a turni nelle concerie del Comprensorio del Cuoio me lo dice spesso: con il turno di notte o i ritmi pesanti ci si accorge di stringere i denti. Lo chiedo sempre. Cambia il modo in cui proteggiamo le faccette.
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Come capisco che una faccetta sta arrivando a fine vita?
Il primo segnale di solito è un bordo: una linea scura, un piccolo gradino sotto l'unghia o un colore che la pulizia non riporta più.
Il dolore arriva tardi. Per questo non è il sintomo da aspettare.
Nel composito si nota spesso un'opacità: la superficie perde lucentezza e trattiene le macchie. Nella ceramica il segnale più comune è una minuscola scheggiatura sull'angolo, o una sensibilità al freddo che prima non c'era.
Se la faccetta si muove o si stacca, conservala e chiama lo studio. Spesso si può rimettere.

Quali controlli facciamo negli anni in Via Posarelli?
Ogni sei mesi, insieme alla pulizia professionale, controlliamo bordi, gengive e morso: sono le tre cose che allungano la vita di una faccetta.
Il controllo è breve e segue sempre lo stesso ordine.
- I bordi. Li guardiamo con l'ingrandimento e li sentiamo con la sonda, per trovare un distacco o una carie quando sono ancora piccoli.
- Le gengive. Misuriamo se si stanno ritirando o se sanguinano, perché una gengiva infiammata anticipa l'invecchiamento del margine.
- Il morso. Con la carta di articolazione vediamo dove batte il dente vicino e se ci sono contatti troppo forti.
- La lucidatura. Sul composito ripassiamo la superficie: pochi minuti che rimandano la rifinitura di anni.
Lo studio è in Via Posarelli 9, sulla direttrice della Tosco-Romagnola, con il parcheggio davanti. Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13.
Chi scende da Orentano, Galleno o Staffoli arriva senza attraversare il centro. Dalla pagina dello studio di Castelfranco trovi come raggiungerci. Molti pazienti vengono da Santa Croce sull'Arno, a 5 km lungo l'Arno, e da San Miniato con Ponte a Egola, a 10 km.
Quando non servono le faccette, se il problema è solo il colore?
Se il dente è sano e disturba solo il colore, prima viene lo sbiancamento: non tocca lo smalto e non ha niente che si consumi.
È la domanda onesta che faccio a chi arriva convinto di volere le faccette. Una faccetta dura molti anni, ma prima o poi va rifatta. Un dente naturale sbiancato no.
- Solo il colore. Lo sbiancamento dei denti viene prima di tutto il resto.
- Denti un po' storti. Spesso ha più senso allinearli con l'ortodonzia che coprirli.
- Un piccolo angolo scheggiato. Basta un ritocco in composito sul singolo dente.
- Più problemi insieme. Si ragiona sull'intero sorriso, con l'estetica dentale in senso ampio.
Le faccette hanno senso quando colore, forma e piccole fratture si sommano e le soluzioni più semplici non bastano. Lo decidiamo dopo la visita, non prima.
Cosa succede al dente quando la faccetta va rifatta?
Nella maggior parte dei casi la faccetta si sostituisce sullo stesso dente, con una preparazione minima in più o senza toccarlo.
Il composito si ripara spesso in studio: si toglie lo strato consumato e se ne stende uno nuovo. La ceramica si rifà in laboratorio, partendo da una nuova impronta.
Quanto dente resta dipende da come è stata fatta la prima volta. Una preparazione leggera lascia margine per il futuro. È una delle ragioni per cui, già alla prima faccetta, penso anche alla seconda.
Il primo passo è una visita: guardiamo le tue faccette o i tuoi denti, il morso e le gengive, e ti dico con chiarezza cosa aspettarti negli anni. Puoi chiamare lo studio di Via Posarelli al 0571 1900049 o prenotare online su prenota.adamanti.it.
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Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
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Domande frequenti: Perché le faccette dentali durano meno in certe bocche
1. Le faccette in ceramica durano per sempre?
2. Una faccetta in composito si può riparare invece di rifarla?
3. Il bite protegge davvero le faccette?
4. Ogni quanto devo fare i controlli se ho le faccette?
5. Posso sbiancare i denti se ho già le faccette?
Cosa dicono i pazienti
Ho conosciuto lo studio consigliato da mia nipote perché non riuscivo a risolvere un problema abbastanza importante ai miei denti il dottor Edoardo mi ha consigliato e insieme alla dottoressa Valentina mi hanno aiutato a stare meglio naturalmente con le cure dovute ,le assistenti molto brave professionali simpatiche e precise ,che dire dello studio non potrei consigliare di meglio per la loro professionalità e precisione complimenti
Cordiali, persone fantastiche e attente alle esigenze del paziente ! Lo consiglio vivamente !!
Avevo tanta paura del dentista ma con il dottor Palla e i suoi collaboratori mi sono trovata davvero bene ! Personale gentile e preparato , lo consiglio a tutti !!
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