
Castelfranco di Sotto · Ortodonzia fissa
Diastema fra i denti, chi decide dove va lo spazio?




La risposta breve
Diastema denti: perché lo spazio fra gli incisivi riguarda tutta l'arcata e come valuto dove chiuderlo a Castelfranco di Sotto.
- Chi risponde
- Dott. Claudio D'Amico, ortodontista dello studio di Castelfranco di Sotto
- Per chi
- Chi si cura a Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 1 ottobre 2026 · 7 min di lettura
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Un diastema fra i denti è lo spazio aperto fra due elementi vicini, in genere i due incisivi centrali superiori. Si può chiudere con l'ortodonzia, ma quello spazio non scompare: si sposta altrove nell'arcata. Decidere dove metterlo, prima di muovere un dente, è la parte che conta.
Sono il dottor Claudio D'Amico e in Via Giuseppe Posarelli, a Castelfranco di Sotto, mi occupo di ortodonzia.
Lo spazio fra gli incisivi, quando si chiude, dove va a finire?
Si redistribuisce: avvicinare i due centrali sposta quei millimetri verso i settori laterali, oppure li consuma inclinando i denti, e la cosa si decide prima di attaccare qualsiasi apparecchio.
È il punto che sfugge quasi sempre. Un'arcata è un anello chiuso: se un dente si muove, gli altri si riorganizzano. Il vuoto non si cancella, cambia indirizzo.
- Verso i canini. Chiudere al centro può aprire spazi più piccoli ai lati, che a volte si notano più del primo.
- Sull'inclinazione. Gli incisivi si raddrizzano verso l'interno e cambia anche il modo in cui i denti davanti si incontrano.
- Sulla larghezza dei denti. Se gli incisivi laterali sono piccoli, parte dello spazio va restituito a loro, non eliminato.
- Sull'arcata di sotto. Il morso deve tornare a combaciare: guardare solo i denti di sopra sposta il problema, non lo risolve.
Il diastema che vedo allo specchio è l'unico spazio della mia bocca?
Spesso no: misurando l'arcata trovo altri millimetri sparsi fra i denti laterali, e il totale cambia il piano di cura.
Chi arriva in studio indica un punto solo, quello fra i due denti davanti. Io misuro tutto il resto.
Capita che lo spazio centrale sia la parte più visibile di un'arcata un po' larga rispetto ai denti che la abitano. Allora il conto si fa su dodici denti, non su due.
Capita anche il contrario: un diastema isolato, con tutto il resto in contatto. Due situazioni diverse, due strade diverse.
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Che cosa guardo in visita prima di dire che si può chiudere?
Guardo l'osso con una radiografia, lo stato delle gengive, il frenulo del labbro, la larghezza dei denti e come chiude il morso: senza questi dati ogni previsione è a occhio.
- La radiografia. Mostra dove stanno le radici e se fra i due centrali c'è un ostacolo: la radiografia panoramica è il primo passaggio.
- Le gengive. Se sanguinano, il movimento aspetta: prima si cura il tessuto che tiene il dente.
- Il frenulo. Una briglia spessa fra labbro e gengiva può mantenere separati gli incisivi.
- Il morso. Uno spazio nato da una spinta della lingua si affronta in modo diverso da uno dovuto alla forma dei denti.

Serve l'apparecchio su tutti i denti per chiudere un solo spazio?
Dipende da quanti millimetri devo spostare e da dove decido di metterli: a volte basta lavorare sul settore anteriore, altre volte serve l'arcata intera.
L'ortodonzia fissa ha un vantaggio preciso su questo movimento: governa la radice e non solo la corona. Due incisivi avvicinati con le sole corone restano divergenti sotto la gengiva.
Gli allineatori trasparenti chiudono bene gli spazi davanti quando il movimento è limitato e il paziente li porta con costanza. Non sono una versione più comoda della stessa cura: hanno indicazioni loro.
Quando gli incisivi sono davvero stretti, il tema diventa la loro forma. Le faccette dentali si valutano dopo, a posizioni sistemate.
Quando NON vale la pena chiudere lo spazio fra i denti?
Quando è stabile da anni, le gengive sono sane e non dà fastidio a chi lo porta: la scelta più semplice è lasciarlo dov'è e controllarlo nel tempo.
Un millimetro fermo da vent'anni, in una bocca pulita, non è una malattia. Lo dico anche a chi è venuto per sentirsi dire il contrario.
Ci sono però condizioni che togliono l'opzione di non fare nulla:
- Lo spazio aumenta. Un'apertura che cresce racconta un movimento in corso, da capire prima di tutto il resto.
- Il cibo si ferma. Il residuo che resta sotto il punto di contatto infiamma la gengiva ogni giorno.
- I denti si aprono a ventaglio. Quando il movimento prende anche i laterali, cambia il modo di mordere.
Se l'apertura è comparsa in età adulta in una bocca che prima era chiusa, il percorso di ortodonzia viene dopo la valutazione delle gengive.
Mio figlio ha lo spazio fra gli incisivi nuovi, devo fare qualcosa?
Nella maggior parte dei casi si aspetta: fra i sette e i nove anni lo spazio fra i centrali appena spuntati è una fase della crescita.
Quando scendono i laterali e poi i canini, la spinta tende a ridurre la distanza. Per questo in ortodonzia per i bambini la prima visita verso i sei-sette anni serve a distinguere ciò che si chiuderà da ciò che resterà.
Se dopo l'arrivo dei canini la distanza è ancora lì, la valutazione cambia.
Quanti appuntamenti servono e come li incastro con il turno?
Con l'apparecchio fisso si torna ogni quattro-sei settimane per controlli brevi; la durata la definisco dopo radiografie e impronte, perché dipende dai millimetri in gioco.
Molti pazienti lavorano nelle concerie del Comprensorio del Cuoio e hanno turni che ruotano. In Via Posarelli 9 siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13.
Lo studio sta sulla direttrice della Tosco-Romagnola, con il parcheggio davanti all'ingresso. Da Santa Croce sull'Arno sono 5 km lungo l'Arno, da Santa Maria a Monte 7, da San Miniato con Ponte a Egola una decina.
Chi viaggia in superstrada esce a Santa Croce della FI-PI-LI. Dalle frazioni di Orentano, Villa Campanile, Galleno e Staffoli si resta dentro i dieci minuti di auto.
Il primo passo è una visita ortodontica: misuro l'arcata, guardo gengive e frenulo, faccio le radiografie necessarie e ti spiego dove finirebbe lo spazio che vuoi chiudere. Per fissarla chiama lo 0571 1900049 oppure usa la prenotazione online; le altre cure le trovi sulla pagina dello studio di Castelfranco di Sotto.
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Ortodonzia fissa a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Da dove si parte, per chi arriva da Castelfranco di Sotto
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Domande frequenti: Diastema fra i denti, chi decide dove va lo spazio?
1. Il diastema fra gli incisivi va corretto sempre?
2. Si può chiudere lo spazio senza toccare i denti dietro?
3. Il frenulo si affronta prima o dopo l'ortodonzia?
4. A cinquant'anni si può ancora chiudere un diastema?
5. Dopo la cura lo spazio può riaprirsi?
Cosa dicono i pazienti
Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️
Ambiente organizzato e pulito, personale cordiale
Dottore e team di lavoro tutti disponibili e professionali. Studio super consigliato!!
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