
4 sintomi di infezione dell'impianto che i pazienti ignorano





Revisione medica di Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario · Albo Odontoiatri di Pisa n. 427 · Aggiornato il 6 ottobre 2026 · Lettura: 8 min
La risposta breve
Infezione impianto dentale: sintomi da riconoscere, cosa li distingue dalla gengivite e quando farsi vedere a Castelfranco di Sotto.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 6 ottobre 2026 · 8 min di lettura
- Area
- Impianti e denti fissi
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
I sintomi di un'infezione dell'impianto dentale che arrivano prima sono i più silenziosi: sanguinamento quando passi lo spazzolino attorno alla vite, gengiva gonfia e lucida, un sapore cattivo che torna sempre dallo stesso punto. Dolore e mobilità vengono dopo, quando l'osso ha già ceduto. Per questo chiedo di farsi vedere al primo sanguinamento, non al primo male.
Sono il Dott. Edoardo Palla e in Via Giuseppe Posarelli 9, a Castelfranco di Sotto, mi occupo di implantologia e del controllo degli impianti già inseriti.
Perché un impianto si infetta se non è un dente vero?
Perché a infettarsi non è la vite, ma la gengiva e l'osso che la tengono.
L'impianto non ha carie e non ha nervo. Ha però un collo, e attorno a quel collo c'è un sigillo di tessuto molle più fragile di quello che circonda un dente naturale.
Se la placca si deposita lì e resta, il tessuto si infiamma. Prima solo la gengiva: si chiama mucosite, ed è reversibile. Poi l'infiammazione scende e attacca l'osso: a quel punto si parla di perimplantite, e l'osso perso non torna.
È tutta qui la differenza. Il dente avvisa con il male, l'impianto no.
Quali sono i primi segnali che devo guardare allo specchio?
Sanguinamento al passaggio dello spazzolino o del filo, gengiva gonfia o arrossata attorno al collo, alito o sapore sgradevole localizzato, e la sensazione che lì si incastri il cibo come prima non succedeva.
- Sangue. Anche poco, anche solo quando pulisci quel punto. È il segnale numero uno e il più ignorato.
- Gengiva lucida. Gonfia, tesa, di un rosso più acceso del resto della bocca.
- Secrezione. Una goccia di liquido torbido se premi il bordo con il dito pulito.
- Odore. Cattivo sapore che torna sempre dalla stessa zona anche dopo aver pulito.
Nessuno di questi fa male. Ecco perché passano mesi.
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Quando l'infezione ha già toccato l'osso?
Quando compaiono dolore alla masticazione, recessione della gengiva con la parte metallica che si vede, e soprattutto un minimo movimento della corona.
La mobilità è il segnale tardivo per eccellenza. Un impianto integrato non si muove: se lo fa, l'osso attorno non lo tiene più.
Attenzione a un equivoco frequente. A volte a muoversi è solo la corona avvitata sopra, non l'impianto. Sono due situazioni diverse e una radiografia le distingue in pochi minuti.
Altro segnale da non sottovalutare: la gengiva che si ritira e lascia scoperto il bordo metallico. Non è solo estetica, è osso che manca.

Come distinguo un'infezione da una normale gengivite?
Dalla posizione e dalla costanza: la gengivite comune va e viene su più zone, il problema perimplantare resta fermo sullo stesso impianto settimana dopo settimana.
Faccio sempre tre domande in visita. Da quanto tempo? Sempre nello stesso punto? Cambia qualcosa se pulisci meglio per dieci giorni?
Se la risposta è «sempre lì, e pulire non cambia niente», la radiografia diventa necessaria. Si misura la profondità del solco attorno alla vite e si confronta l'osso con quello del controllo precedente.
Questo è il motivo per cui conservo le immagini di ogni impianto che inserisco. Senza un confronto nel tempo, una misura da sola dice poco.
Quando NON serve allarmarsi per un impianto che dà fastidio?
Nelle prime due settimane dopo l'intervento un po' di gonfiore e di fastidio fanno parte della guarigione: lì la risposta più semplice è aspettare e seguire le indicazioni date, non cercare un'infezione.
Ci sono poi fastidi che non c'entrano con l'infezione:
- Morso alto. La corona nuova tocca prima delle altre. Si aggiusta in una seduta.
- Cibo che si incastra. Spesso è un punto di contatto da ritoccare, non infiammazione.
- Gengiva sensibile. Dopo una seduta di igiene approfondita può restare delicata per qualche giorno.
Anche in questi casi, però, vale la stessa regola: se dura oltre due settimane o se compare sangue, si guarda. Prima si parte da ciò che è meno invasivo — una seduta di igiene professionale sugli impianti e un controllo del morso risolvono molti casi senza toccare nient'altro.
Cosa si fa se l'infezione c'è davvero?
Si parte sempre dalla decontaminazione non chirurgica, e solo se l'osso continua a perdersi si valuta l'accesso chirurgico.
Il primo passaggio è pulire la superficie dell'impianto sotto gengiva e rivedere la tecnica di igiene domiciliare, spesso con scovolini della misura giusta per quel collo.
Poi si rivaluta a distanza. Se il sanguinamento è sparito e la profondità è scesa, si entra in un programma di controlli ravvicinati.
Se invece l'osso continua a scendere, si apre la gengiva per pulire a vista. Nei casi in cui l'impianto non è più recuperabile si rimuove, si lascia guarire l'osso e si ridiscute la riabilitazione: a volte con un rialzo del seno mascellare se manca altezza nel settore posteriore superiore, altre volte rivedendo l'intero progetto di implantologia dentale.
Nelle riabilitazioni complete su poche viti, come una dentiera fissa su impianti, perdere un pilastro cambia gli equilibri: per questo i controlli lì sono più frequenti.
Perché a Castelfranco vedo tanti controlli saltati?
Perché chi lavora su turni nelle concerie fatica a incastrare l'appuntamento, e un impianto che non fa male finisce in fondo alla lista.
È la cosa che sento più spesso in Via Posarelli. Turno che finisce alle 14, turno che comincia alle 6, e il controllo dell'impianto rimandato di stagione in stagione.
Per questo lo studio è aperto con orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato mattina dalle 9 alle 13. Il sabato è la fascia che i pazienti del distretto del cuoio usano di più.
Siamo sulla direttrice fra Santa Croce sull'Arno e Castelfranco, con parcheggio davanti all'ingresso. Da Santa Croce sono 5 minuti, da Santa Maria a Monte e Montopoli circa 10, da San Miniato e Ponte a Egola 15, da Fucecchio e Bientina poco più. Pontedera e Orentano restano entro la mezz'ora.
Un controllo dell'impianto con radiografia occupa mezz'ora scarsa. Meno di quanto costa, in tempo, recuperare un osso perso.
Il primo passo è una visita di controllo dell'impianto, con una radiografia che confronti l'osso di oggi con quello di quando è stato inserito: chiama lo 0571 1900049 o prenota su https://prenota.adamanti.it/prenota/castelfranco, e nella stessa seduta guardiamo anche gli altri impianti e la situazione delle gengive.
Se ti riguarda
Implantologia dentale a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: 4 sintomi di infezione dell'impianto che i pazienti ignorano
1. Un'infezione dell'impianto può fare male solo quando mastico?
2. Dopo quanti anni dall'intervento può comparire un'infezione?
3. Il sanguinamento attorno all'impianto è sempre infezione?
4. Una perimplantite si può fermare senza chirurgia?
5. Se perdo un impianto posso rifarlo nello stesso punto?
6. Il fumo peggiora davvero l'infezione dell'impianto?
7. Ogni quanto devo controllare un impianto che sta bene?
8. Lo spazzolino elettrico basta per pulire attorno agli impianti?
9. Un alito cattivo persistente può dipendere da un impianto?
Cosa dicono i pazienti
Sono molto professionali..molto competenti su gli impianti ..è soprattutto molto cordiali e bravissimi..
È da anni che vengo qua a farmi l'igiene dentale, ho sempre trovato ambiente e personale capace e gentile. Sarà difficile trovare uno studio migliore nella zona!
Personale cortese e professionale consigliato
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