
Impianto dentale al molare, serve se non si vede?





Revisione medica di Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario · Albo Odontoiatri di Pisa n. 427 · Aggiornato il 22 settembre 2026 · Lettura: 8 min
La risposta breve
Impianto dentale molare a Castelfranco di Sotto: cosa succede se il vuoto in fondo resta, quando conviene intervenire e quando no, dopo la visita.
- Chi risponde
- Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello studio di Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 22 settembre 2026 · 8 min di lettura
- Area
- Impianti e denti fissi
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Un impianto dentale molare può servire anche quando il vuoto non si vede: il molare regge gran parte della masticazione. Se manca, col tempo i denti vicini possono spostarsi. Non è però sempre la prima scelta, e la decisione si prende dopo una visita.
Sono il Dott. Edoardo Palla e nello studio di Via Posarelli 9 a Castelfranco di Sotto lavoro in implantologia.
Cosa succede se lascio vuoto lo spazio del molare?
Nei primi mesi spesso quasi niente, ed è proprio questo che inganna.
Il dente che manca sta in fondo. Non compare nelle foto, non si nota quando parli, e la masticazione si sposta da sola sull'altro lato. Per questo tanti pazienti lo lasciano lì per anni.
Poi, a volte, qualcosa cambia. Lentamente.
- Il dente dietro si inclina. Senza un vicino che lo tenga dritto, tende a coricarsi verso lo spazio vuoto.
- Il dente di fronte si allunga. Quello dell'arcata opposta non trova più contatto e può scendere, scoprendo il colletto.
- Il cibo si ferma. Fra denti inclinati si aprono spazi dove la carne e le fibre restano incastrate.
- Un lato lavora per due. Chi mastica sempre da una parte consuma di più quei denti.
Nessuno di questi effetti è sicuro. In alcune bocche lo spazio resta stabile per anni. È il motivo per cui non guardo solo il buco, ma come chiudono tutti i denti.
Come capisco se il vuoto sta già creando problemi?
Ci sono piccoli segnali che puoi notare da solo, ma la conferma arriva dal controllo in studio.
Chi è abituato a non pensarci li sottovaluta. Eppure sono indizi concreti, che mi racconti in visita e che poi verifico.
- Il filo si sfilaccia sempre lì. Può voler dire che un dente si è inclinato e ha cambiato il contatto.
- Un dente sopra sembra più lungo. Guardandoti allo specchio a bocca aperta, noti un gradino.
- Senti freddo su un dente sano. Un colletto scoperto può diventare sensibile.
- Mastichi solo da un lato senza deciderlo. Se te ne accorgi a tavola, l'abitudine c'è già.
Nessuno di questi segnali basta da solo a dire che serve un impianto. Dicono che vale la pena guardare.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Quando non serve un impianto al posto del molare?
Quando il dente si può ancora salvare o quando lo spazio resta stabile: la soluzione più semplice viene prima.
- Il dente è ancora in bocca. Se il molare è rotto o dolente ma le radici sono sane, devitalizzazione e corona si valutano prima di qualunque estrazione.
- Manca l'ultimo molare e anche l'opposto. Se in fondo non c'è niente con cui combaciare, a volte lo spazio si lascia e si controlla nel tempo.
- I vicini hanno già bisogno di una corona. Allora un ponte dentale può avere senso, perché si preparano denti che andrebbero comunque ricoperti.
- La salute generale chiede di aspettare. Alcune condizioni e alcune terapie in corso consigliano di rimandare o di scegliere una protesi rimovibile.
Se invece i denti accanto sono integri, limarli per un ponte vuol dire togliere smalto sano. Lì la vite in titanio è spesso la strada più rispettosa.

Quanto posso aspettare dopo aver tolto il molare?
Non c'è una scadenza uguale per tutti, ma più passa il tempo più la zona cambia.
Dopo un'estrazione la gengiva si chiude in qualche settimana. Sotto, però, il sito continua a rimodellarsi per mesi. Chi torna dopo molti anni trova spesso una situazione diversa da quella del giorno dell'estrazione.
Nell'arcata superiore, per esempio, può servire un rialzo del seno mascellare prima di inserire la vite. Non è un fallimento. È un passaggio in più, deciso sulle misure della TAC.
Se stai per togliere un molare, conviene parlarne prima: così si ragiona già sul dopo.
Come si svolgono le sedute?
Visita e immagini, poi l'inserimento in anestesia locale, un periodo di guarigione e infine la corona.
Prima guardo la bocca e le immagini tridimensionali. Poi, nella seduta chirurgica, anestetizzo la zona, preparo il sito e inserisco la vite. Ognuno vive la seduta a modo suo, e puoi fermarmi in qualunque momento con un cenno della mano.
Nei giorni dopo gonfiore e fastidio sono frequenti. Ti lascio indicazioni scritte da seguire a casa.
Sul molare di solito aspetto che la guarigione sia avvenuta prima di applicare la corona. In casi selezionati si valuta il carico immediato, ma sui denti di fondo lo decido con prudenza. Il percorso completo è quello dell'implantologia nello studio di Castelfranco.
Quanto tempo mi porta via, con i turni?
Poche sedute distribuite in qualche mese: l'intervento chiede un giorno tranquillo, i controlli sono brevi.
Molti pazienti arrivano da Santa Croce sull'Arno, da Ponte a Egola o da Fucecchio. Tanti lavorano nelle concerie del Comprensorio del Cuoio, con turni che cambiano ogni settimana. Organizzo le tappe attorno a quello.
- Orario continuato. Dal lunedì al venerdì lo studio è aperto dalle 9 alle 19: si viene prima o dopo il turno.
- Il sabato mattina. Dalle 9 alle 13, comodo per i controlli.
- Il parcheggio. In Via Posarelli c'è il parcheggio davanti, sulla direttrice fra Santa Croce e Castelfranco: da Santa Croce sono circa 5 km, una decina di minuti.
Il giorno dell'intervento meglio evitare sforzi. Se in conceria sollevi pelli o stai al caldo delle macchine, tieniti un giorno di riposo.
Come si mantiene un impianto sul molare?
Come un dente naturale, con più attenzione al bordo fra corona e gengiva.
In fondo alla bocca lo spazzolino arriva peggio. Servono lo scovolino della misura giusta, un filo adatto e i richiami in studio.
L'igiene degli impianti serve a intercettare un'infiammazione quando è ancora gestibile. Chi fuma o ha avuto parodontite ha un rischio maggiore. Ne parliamo prima.
Il primo passo è una visita: guardiamo lo spazio del molare, le immagini e i denti vicini, e decidiamo insieme se l'impianto ha senso o se c'è una via più semplice. Chiama lo 0571 1900049 oppure prenota la visita su prenota.adamanti.it.
Se ti riguarda
Implantologia dentale a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Impianto dentale al molare, serve se non si vede?
1. Cosa si sente quando si mette un impianto al posto di un molare?
2. Quanto dura un impianto su un molare?
3. Serve la TAC per un impianto al molare?
4. Si può mettere l'impianto subito dopo aver tolto il molare?
5. Posso tornare al lavoro il giorno dopo l'intervento?
6. Posso fare un impianto al molare se ho avuto la parodontite?
7. E se mi mancano due o tre molari vicini?
8. Posso masticare normalmente sull'impianto del molare?
Cosa dicono i pazienti
Sono molto professionali..molto competenti su gli impianti ..è soprattutto molto cordiali e bravissimi..
Mi sono trovata benissimo mi è passata la paura lo consiglio vivamente
Personale cortese e professionale consigliato
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