
Si curano tutte le carie nello stesso modo?





Revisione medica di Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra · Aggiornato il 24 settembre 2026 · Lettura: 8 min
La risposta breve
Come si curano le carie a Castelfranco di Sotto: cosa cambia fra una macchia iniziale e una cavità profonda, e come lavoro in Via Posarelli.
- Chi risponde
- Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra dello studio di Castelfranco di Sotto
- Pubblicato
- 24 settembre 2026 · 8 min di lettura
- Area
- Carie, devitalizzazioni e gengive
Non sostituisce una valutazione clinica individuale: la tua situazione si vede in visita.
Hai una domanda sul tuo caso?
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo dallo studio negli orari di apertura (Lunedì – Venerdì, 9:00 – 19:00 · Sabato, 9:00 – 13:00). Chi preferisce sceglie subito giorno e ora dal calendario.
Come si curano le carie dipende da quanto sono avanzate: una macchia iniziale si tiene sotto controllo e si rimineralizza, una cavità nello smalto si pulisce e si chiude con un'otturazione, una cavità che è arrivata vicino al nervo chiede prima la cura del canale. Il dente si toglie solo quando non resta abbastanza struttura sana per ricostruirlo.
Sono il Dott. Andrea Di Stefano e in Via Giuseppe Posarelli 9, a Castelfranco di Sotto, mi occupo di conservativa: rimuovo il tessuto cariato e ricostruisco il dente cercando di risparmiare ogni millimetro di smalto e dentina ancora buoni.
Una carie si cura sempre nello stesso modo?
No: il trattamento cambia con la profondità, e la profondità la dice la radiografia, non il dolore.
Quando guardo un dente cariato la prima domanda è una sola: fin dove è arrivata? Da lì scendono quattro strade diverse.
- Macchia bianca o scura senza cavità. Lo smalto è demineralizzato ma intero: si controlla nel tempo, si corregge la pulizia in quel punto e si usano prodotti al fluoro. Non si apre niente.
- Cavità limitata allo smalto. Si pulisce il tessuto malato e si chiude con un materiale composito, in una seduta.
- Cavità che ha raggiunto la dentina. Il dente è più sensibile e la ricostruzione è più grande: a volte serve un manufatto costruito in laboratorio.
- Cavità a contatto con la polpa. Qui l'otturazione da sola non basta: va trattato il nervo, poi si ricostruisce.
La regola che seguo è semplice. Meno tessuto tolgo, più anni dura quel dente.
Cosa si fa davvero durante un'otturazione?
Si anestesia la zona, si asporta solo il tessuto rammollito, si isola il dente e si ricostruisce la forma a strati.
L'anestesia è il primo passo, e serve anche su carie piccole: lavorare su un dente che pizzica rende il paziente teso e il campo poco pulito. Poi isolo il dente, spesso con una diga di gomma. Serve a tenere la saliva fuori.
La parte delicata è il confine: distinguere la dentina infetta, che deve andare via, da quella solo scurita, che può restare. Le otturazioni in composito si costruiscono a strati e si modellano seguendo i rilievi naturali del dente.
Quando la cavità è larga e coinvolge una parete, il composito diretto fatica a reggere il morso. In quei casi propongo un intarsio in ceramica, costruito su impronta e incollato al dente: tiene meglio la forma e il punto di contatto col dente vicino.
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Quando NON serve otturare subito?
Quando la lesione è iniziale e reversibile: lì la scelta meno invasiva viene prima, e vuol dire non toccare il dente.
Una macchia bianca sullo smalto, senza cavità e senza infiltrazione alla radiografia, non è un buco da chiudere. È uno smalto che ha perso minerali e può riprenderseli. Si lavora sulla placca in quel punto preciso, sul fluoro, sulle bibite tenute in bocca tutto il pomeriggio.
Poi si ricontrolla a distanza, con la stessa radiografia di confronto. Se resta ferma, ha vinto il dente.
Due situazioni in cui rallento anche davanti a una cavità vera: una gengiva infiammata che sanguina va calmata prima, perché il sangue rovina l'incollaggio, e un dente che ha bisogno di cure parodontali va inquadrato nell'insieme. Non ha senso chiudere un solco e ignorare l'osso intorno.

Perché una carie curata può tornare nello stesso dente?
Perché la carie non è un buco, è un processo: se restano le condizioni che l'hanno creata, ricomincia al bordo dell'otturazione.
I punti dove le vedo tornare sono sempre gli stessi: fra due denti attaccati, dove lo spazzolino non arriva, e al collo del dente, vicino alla gengiva. Il filo o lo scovolino contano più del materiale che ho usato.
Conta anche la frequenza degli zuccheri, non la quantità. Sette caffè corretti in otto ore di turno fanno più danno di un dolce alla domenica.
Per questo su ogni ricostruzione grande fisso un controllo periodico, con radiografia quando serve. Una ripresa vista presto si risolve rifinendo il bordo.
E se la carie ha già raggiunto il nervo?
Si tratta il canale e poi si ricostruisce il dente: l'estrazione resta l'ultima ipotesi.
Il segnale tipico è il dolore che parte da solo, magari la notte, o resta dopo il freddo. Quando la polpa è compromessa, la devitalizzazione pulisce e sigilla i canali; sopra serve una ricostruzione robusta, spesso una corona, perché un dente trattato è più fragile ai carichi laterali.
Se invece la frattura scende sotto l'osso e non c'è più un margine su cui appoggiare, il dente non si può ricostruire. Allora si ragiona su come sostituirlo, dagli impianti dentali alle altre soluzioni protesiche. È la strada più lunga: per questo insisto sui controlli.
Quanto tempo chiede curare una carie, con i turni in conceria?
Una carie semplice sta in una seduta di circa quaranta minuti; una profonda o un intarsio chiede due appuntamenti a distanza di qualche giorno.
Qui la maggior parte dei pazienti lavora nel distretto del cuoio, fra concerie e terzisti, con turni che cambiano ogni settimana.
Lo studio è aperto a orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13: le fasce di primo mattino e di fine giornata sono pensate per chi smonta.
Le distanze aiutano. Santa Croce sull'Arno è a poco più di 3 km, Santa Maria a Monte e Montopoli in dieci minuti, Fucecchio e Orentano in un quarto d'ora, San Miniato con Ponte a Egola e Bientina intorno ai quindici, Pontedera in venti.
Il primo passo è una visita con una radiografia: vediamo quante carie ci sono davvero, quali si curano subito e quali si tengono sotto osservazione, e ti dico in quante sedute si chiude tutto. Chiama lo 0571 1900049 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/castelfranco.
Se ti riguarda
Otturazioni a Castelfranco di Sotto
Quello che hai letto vale in generale; il tuo caso si vede in visita. La pagina del trattamento spiega come si svolge in Via Posarelli e chi lo segue.
Dove siamo e da dove arrivano i pazienti
Domande frequenti: Si curano tutte le carie nello stesso modo?
1. Come si curano le carie quando non fanno male?
2. L'otturazione si fa sempre con l'anestesia?
3. Quante carie si possono curare nella stessa seduta?
4. Un dente cariato si può salvare anche se è mezzo rotto?
5. Il composito bianco dura meno dell'amalgama?
6. Si può curare una carie in gravidanza?
7. Dopo l'otturazione il dente resta sensibile?
8. Ogni quanto devo controllare i denti già otturati?
Cosa dicono i pazienti
Mi sono recato presso lo studio dentistico del dottor Palla Edoardo per un’otturazione e sono rimasto molto soddisfatto dell’esperienza. Fin dall’ingresso ho trovato un ambiente accogliente e professionale. La segretaria Marta e le assistenti Valentina e Giada sono state estremamente gentili, disponibili e capaci di mettere a proprio agio i pazienti con empatia e attenzione. Il dottore si è dimostrato competente, rassicurante e molto attento nel spiegarmi ogni fase del trattamento, trasmettendo sicurezza e professionalità. L’intervento è stato rapido, indolore e svolto con grande cura. Consiglio vivamente questo studio a chi cerca un servizio di qualità, in un ambiente sereno e umano. Grazie di cuore a tutto lo staff!
Personale molto accogliente e preparato, cliente fisso da molti anni, non lo cambierei per nessuno. Consigliato per qualsiasi persona!
Esperienza molto positiva, in questo studio ho trovato professionalità, disponibilità e umanità lo consiglio vivamente!!!. Grazie mille ad Edoardo e a tutto il suo staff
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